Resident Evil 4 DLC Separate Ways: incastro perfetto?

Se c’è uno stile narrativo che mi piace, è quello in cui ci viene mostrata una storia sotto diverse prospettive, sotto diversi punti di vista. Un po’ l’idea alla base di Resident Evil 6, ma anche di Resident Evil 4 Separate Ways. Esattamente come nell’originale, infatti, questo DLC ci mette nei panni di Ada Wong, mostrandoci la sua avventura in parallelo a quella di Leon. Dato che ho apprezzato davvero molto questa versione di Ada, spendere 9,99 euro per stare in sua compagnia mi è sembrato un prezzo abbastanza onesto. Dunque: come se la cava l’agente di rosso vestita?

Non solo Ada in Separate Ways…

I pezzi combaciano?

No. Mi spiego: Separate Ways non è un incastro perfetto con l’avventura principale di Resident Evil 4. Se Resident Evil 2, per quel che riguarda le discrepanze tra Leon e Claire, era un disastro, tanto che era necessario pensare di essere alle prese con due universi scollegati tra loro, Separate Ways fa un lavoro decisamente migliore e in parte assolutamente convincente. Tuttavia, permangono due tipi di incongruenze: ambientali e temporali. Le prime riguardano modifiche alle location che non trovano riscontro con quanto affrontato con Leon. Se alcune potrebbero avere una qualche forma di giustificazione, altre risultano piuttosto forzate. È ovvio che gli sviluppatori siano dovuti intervenire, bloccando magari delle zone per renderle inaccessibili, ma quando, per esempio, ti ritrovi una porta aperta che dovrebbe essere chiusa per un enigma per Leon, è facile storcere il naso. O ancora: quando si trova un’area piena di risorse quando Leon, teoricamente, l’avrebbe già saccheggiata. Chiaro: per amor di gameplay si cerca di chiudere un occhio e passare oltre. Poi, vai a sapere, forse Leon è passato senza fare danni.

Secondo punto: era presente anche nell’originale e riguarda il fatto che in alcuni frangenti Ada impiega o troppo tempo o troppo poco per raggiungere alcuni snodi narrativi. Per esempio, nella boss fight finale, Leon ha bisogno del lanciarazzi lanciato da Ada, ma in Separate Ways ci impieghiamo molto di più a raggiungere quel punto specifico rispetto a quanto avviene con il biondino. Sì, ok, va bene, dipende anche da come si gioca e, trattandosi di un videogioco, è chiaro che non è matematicamente possibile fare un lavoro perfetto, ma in alcuni casi ho comunque notato incongruenze che, a mio avviso, potevano essere gestite un po’ meglio.

AGGIORNAMENTO: ho rigiocato il DLC e andando avanti in modo più normale e spedito quest’ultimo “difetto” si nota decisamente meno. I tempi sembrano coincidere un po’ meglio. In sostanza, molto dipende da come lo si gioca.

Il castello

Meglio dell’originale?

Veniamo ai punti positivi: l’originale Separate Ways non mi ha mai fatto impazzire. A mio parere, questa nuova versione è in tutto e per tutto superiore. Mi azzarderei a dire che hanno osato persino di più rispetto al remake del gioco principale. Non ho ricordi vividissimi del Separate Ways di un tempo, ma l’impressione che mi è arrivata è che abbiano aggiunto e cambiato numerosi passaggi. E alcuni tagli fatti al gioco principale, ora li ritroviamo qui. Le ambientazioni sembrano inizialmente le medesime viste nel remake, ma più si va avanti più c’è spazio per sezioni nuove. Mi sono piaciute, poi, le boss fight e un pezzo che odiavo nell’originale, sull’isola, è stato reso molto più divertente da giocare. Insomma, l’esperienza scivola via con piacere e, anche se la storia è solo un pretesto, guardare Resident Evil 4 dalla prospettiva di Ada è comunque interessante.

Il gameplay è molto simile a quello con Leon: il gioco quello è. L’aggiunta del rampino non è così incisiva, ma insieme a qualche altro elemento di novità dona un pizzico (ma proprio un pizzico) di diversità. Alla fine della fiera, mi sento di promuovere anche gli enigmi. Tolto uno riciclato dal remake e un altro semi-riciclato (ma proposto in una bella variante), gli altri sono semplici, ma carini. Tuttavia, ho trovato l’esperienza molto virata all’azione e molto poco all’horror. Già il remake non è che metta chissà quale tensione, ma qui siamo prossimi allo zero. Per quel che mi riguarda, però, non è un grande problema. Sono comunque presenti alcune situazioni sulla carta abbastanza tensive.

Ada

Ada Wong: promossa quasi a pieni voti

Non mi è mai piaciuto fare un discorso economico, ma tutto sommato Resident Evil 4 Separate Ways vale i soldi che costa. Camminando per buona parte dell’avventura, ho impiegato quattro ore per completare i sette capitoli di cui si compone. Probabilmente, andando spediti, un’ora e mezza/due saranno sufficienti per giungere ai titoli di coda. Al di là di relative analisi sulla longevità, però, Separate Ways è un bel DLC: interessante, coinvolgente, divertente e arricchito da nuovi passaggi e boss fight. Malgrado qualche cosuccia che mi ha dato un po’ fastidio, vestire i panni di Ada Wong è stato decisamente piacevole. E altra cosa da non sottovalutare: Resident Evil 4 Separate Ways è completamente doppiato in italiano. Esatto: il doppiaggio italiano è presente anche per questo DLC. Non era scontato. Insomma: Separate Ways è un buon modo per tornare a giocare a Resident Evil 4!

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