Metro Exodus Complete Edition è la mia sorpresa di questo inizio 2024

Approfittando di un bello sconto, ho acquistato Metro Exodus: Complete Edition per PlayStation 5, che si compone del gioco base, tecnicamente migliorato, più i due DLC. Non sono mai stato un grande amante della serie. Ho giocato i primi due capitoli, ma non mi hanno colpito in modo particolare. Giochi gradevoli, ma un po’ grezzi, che non mi hanno lasciato un segno né dal punto di vista del gameplay, né da quello della storia. Metro Exodus, invece, mi ha piacevolmente sorpreso!

Un livello

Giusto il tempo di ingranare

Le prime ore sono state le “peggiori”: Metro Exodus mi sembrava il solito episodio della saga, quindi piacevole, ma nulla più. Andando avanti, però, le impressioni si sono fatte sempre più positive, sia sotto il profilo ludico, sia sotto quello narrativo. Metro Exodus racconta una bella storia, le meccaniche di gioco sono interessanti, il level design è davvero ben congeniato, le “scelte morali” non sono banali (nel senso che richiedono attenzione e che non è scontato imboccare la “via giusta”), il ritmo è ottimo, il mondo di gioco e i suoi personaggi sono intriganti, l’atmosfera è notevole e l’esperienza è longeva quel che basta. Il lavoro degli sviluppatori è assolutamente meritevole. Niente a che vedere con i primi due: Metro Exodus è più vario, grande e divertente.

Ogni “livello” ha la sua personalità ed è appassionante e coinvolgente da giocare. Le ambientazioni si differenziano come mai prima d’ora e in un paio di occasioni permettono un’esplorazione libera e non lineare. Da Fallout a The Last of Us passando per Far Cry (quando si guida nel deserto con il camioncino e si ascolta la radio me lo ha ricordato) le sensazioni e le atmosfere che arrivano ricordano positivamente i titoli appena citati. Promossi anche i due DLC, in particolare “La storia di Sam“, un piccolo gioco in miniatura. Peccato che alcuni trofei di questo contenuto aggiuntivo siano buggati (non me li ha sbloccati). Per quel che riguarda la corsa al platino, invece, si è dimostrata avvincente: dalla sfida della difficoltà più alta (per fortuna non così proibitiva alla fin fine, nonostante qualche passaggio un po’ ostico; io, per esempio, avevo paura dell’orso, ma al secondo tentativo l’ho buttato giù) fino alle ripercussioni delle scelte del giocatore e ad altri divertenti trofei, c’è molto da fare. Ho completato la storia per intero tre volte.

Uno scorcio

Peccati tecnici

Per quanto Metro Exodus mi abbia convinto, ci sono comunque degli aspetti che mi hanno lasciato l’amaro in bocca. Personalmente, è un’esperienza che mi ha appassionato e divertito persino più dei tanto decantati The Last of Us ed è proprio per questo che è davvero un peccato che tecnicamente Metro Exodus non vanti la cura dei dettagli che si vede nei giochi Naughty Dog. Non è un difetto vero e proprio, perché pochi studi possono rivaleggiare (forse solo Rockstar) e il lavoro svolto sotto il profilo tecnico è tutto sommato buono e convincente (a parte le animazioni, soprattutto facciali, e qualche incertezza qua e là). Ciò gli avrebbe però permesso di fare quel salto verso l’eccellenza. Il doppiaggio in italiano è accettabile, ma si poteva fare qualcosa di più e ci sono alcune sbavature con le linee di dialogo che si sovrappongono, ma meglio così che non averlo proprio…

Per me non eccelle nemmeno il gunplay e spesso c’è una certa tendenza a rendere alcuni passaggi eccessivamente prolissi. I personaggi parlano davvero tanto in certe occasioni. Sono troppo verbosi e spezzano un po’ il ritmo. Peccato, invece, che il protagonista sia muto. Non è una scelta che mi piace molto in un gioco di questo tipo. Ma la formula generale, a mio avviso, funziona molto bene e il gameplay è più profondo di quanto possa sembrare inizialmente, quindi non trovo gravi difetti da segnalare.

La caratterizzazione di alcuni personaggi non mi ha convinto fino in fondo: trascurando quelli principali o più evidenti, alcuni membri della squadra non sono riuscito a metterli a fuoco e a distinguerli tra loro (soprattutto al primo giro), nel senso che spesso mi sono chiesto “ma questo chi è? Come si chiama?“, ma forse è un problema mio…

Aspettando Awakening

Metro Exodus: Complete Edition mi ha coinvolto, appassionato, divertito e intrattenuto per oltre 40 ore. Viste le tiepide esperienze con i capitoli precedenti, non mi aspettavo un gioco così convincente sotto quasi praticamente tutti gli aspetti. Un’opera nel complesso entusiasmante e avvincente, che mi ha fatto salire l’hype per Metro Awakening, il prequel in arrivo per i visori per la realtà virtuale. Già, perché per il mio compleanno mi sono comprato il PlayStation VR2. Non ne ho parlato perché la realtà virtuale mi ha lasciato addosso sensazioni contrastanti e perché mi aspettavo qualcosa di più in termini di immersione nel mondo virtuale. Al momento ho giocato Horizon: Call of the Mountain, Resident Evil 4, Resident Evil Village, Red Matter e Red Matter 2 (oltre a qualche demo) e tra i futuri acquisti c’è sicuramente lui, Metro Awakening!

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