Zelda: Breath of the Wild – La Recensione del Troll

Di The Legend of Zelda vi ho parlato approfonditamente in un articolo complottistico che vede la Triforza e gli Illuminati come perno dell’argomentazione girando a destra per antani dove. Grazie ad alcuni miei contatti nei piani alti della piramide sociale sono riuscito a testare The Legend of Zelda: Breath of the Wild e ho magnanimamente deciso di condividere la mia esperienza con la plebaglia. Ovviamente il gioco non l’ho mica concluso (qualcuno potrebbe addirittura dire che non l’ho nemmeno provato) ma una buona recensione parte proprio da questo presupposto.

La felicità in un’immagine

Sono un recensore semplice: gioco un titolo per dieci minuti, scrivo una recensione

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è fantastico, bellissimo, mitico, unico, enorme, meraviglioso, appassionante, coinvolgente, grandemente fantastico, fantasticamente bellissimo, miticamente unico, meravigliosamente appassionante e coinvolgentemente coinvolgente. È avventura con la A maiuscola, anzi no! Maiuscolissima! Anzi no! Maiuscolissima moltiplicato per tre. In pratica Breath of the Wild è un AAA. Tripla A per i meno addetti al mestiere come un recensore del mio livello.

In Zelda interpretiamo un Link, un personaggio sfigato che si reincarna ogni tot anni per salvare il mondo dal male malvagio di un losco individuo chiamato Ganondorf… o da altri più o meno villan ugualmente sfigati con manie di grandezza.

In questo stupendo capitolo Link si sveglia dopo un sonno profondo e si ritrova in una Hyrule in depressione, sotto le forze maligne di Ganon. L’eroe della situazione deve così sconfiggere il male nella solita storiella per bambini, impreziosita da qualche elemento che fa sembrare il gioco più recente di uno degli anni ’90, come la presenza del doppiaggio!!! Un’assoluta novità!!! Nintendo è troppo avanti!

Uno screen di Zelda: Breath of the Wild per Nintendo Switch

Parola chiave: open

Il gameplay di questo The Legend of Zelda è stato costruito su una sola parola: open. Ovvero aperto; a partire dalla confezione, che dovrete aprire per inserire il disco (aprite la mente se lo prenderete in digitale). Il mondo di giuoco, infatti, è aperto, apertissimo, liberamente esplorabile da subito, anche se bisogna essere in possesso di alcuni strumenti per raggiungere certe zone. Le lande sono ricche di alberi, erba, cavalli, nemici e templi del cazzo che servono solo ad allungare la longevità del gioco e renderlo più ripetitivo e noioso. Longevità altrimenti spaventosamente mediocre. In Zelda ci sono comunque molte cose da fare, come guardare il vento che sposta oggetti, cavalcare a caso, fare scherzi ai nemici, cambiarsi d’abito. Sì, poi ci sono anche i dungeon ma chi se ne frega! Meglio cazzeggiare.

Per quel che concerne il comparto tecnico, non ci sono grandi appunti da fare. Breath of the Wild è bellissimo da vedere su Nintendo Wii U, grazie ad uno stile impeccabile e ricercato. Su Switch è un po’ meglio, non tanto meglio ma tanto lo sappiamo che Switch fa cagare.

La copertina (vi ho già spiegato come giudicare un gioco dalla copertina) di Zelda: Breath of the Wild trasmette la vastità del mondo. Sconfinato e aperto e invita ad esplorare con Link che guardandoci dice (con il pensiero, perché Link è affetto da mutismo cronico): “Ehi, ti va un po’ di esplorazione, solo io e te?”. I colori accessi del verde lasciano spazio al bluastro di un mondo a metà tra l’oscurità e la luce. Gli uccelli svolazzano davanti alla telecamera rovinando la scena. Si vede che quando hanno scattato la foto passavano di lì e si è deciso di non rifare lo scatto (o magari era il centunesimo scatto e si sono stufati, visto che si sa che gli uccelli sono dispettosi o forse erano le galline assassine… dovrebbero farci un film: “GALLINE ASSASSINE”).

Un’avventura imperdibile

In conclusione The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un titolo eccezionale, fantastico, bellissimo, lunghissimo e divertentissimo ma è anche brutto, vecchio e schifoso. È Zelda all’ennesima potenza, ma potremmo anche dire che non è Zelda. Sicuramente, però, è un gioco che tutti i fan devono prendere, così come tutti gli sfigati che hanno un Wii U in casa, visto che su Wii U non esce un cazzo. Lasciate perdere Switch e non buttate i soldi per la console. Su Switch costa pure 10 euro in più!!! Un euro al frame!!! Questi so’ pazzi!!!

PS: Nintendo bastarda: la Limited Edition potevi farla anche per Wii U, invece di fare la furbata infame. Nintendo infame per te solo letame (frase sponsorizzata da Gino).

In Breath of the Wild possiamo anche farci le lampade abbronzanti alle terme

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