The Witcher 3, ovvero come mi sono innamorato di Ciri

Quando ho comprato The Witcher per PC in realtà avevo già spolpato The Witcher 2 su Xbox 360 e… boh, non fu proprio amore a prima vista. In realtà non lo fu neanche dopo, ma vabbè. Voglio dire: non ho mai letto un libro di The Witcher, i giochi sembravano interessanti e buona parte dei giocatori li osannava come fossero opere della madonna. Eppure The Witcher e The Witcher 2 non mi sembrarono nulla di eccezionale. Buone esperienze, senza dubbio, ma il primo peccava in alcuni aspetti del gameplay, mentre il secondo proponeva una narrazione eccessivamente prolissa; talvolta noiosa con le sue questioni di politica fantasy che ai miei occhi tramutava alcuni dialoghi in un una sequenza di “bla bla bla bla”. Venti minuti dopo ero a chiedermi che cazzo fosse successo. Colpa mia, colpa mia. Sta di fatto che mi sono avvicinato a The Witcher 3: Wild Hunt con zero aspettative. E credetemi: non c’è cosa migliore di questa.

The Witcher 3 Geralt

Giocone (uno o due spoiler)

Invece The Witcher 3 è un fottuto giocone, forse anche il più controverso della trilogia (complice la sua maggior diffusione), ma pur sempre un giocone. Superate le prime ore di “tutorial” a Bianco Frutteto, infatti, mi si è aperto letteralmente un mondo. Credibile, vivo, coinvolgente, vastissimo. La storia, dalla trama principale e alle bellissime secondarie, mi ha catturato. Ho trovato sublimi le vicende legate al Barone, alla Palude del Gobbo e le Megere, ma in linea generale ritengo che la qualità di tutte le quest sia medio alta. Il gameplay non sarà rivoluzionario o eccelso, eppure l’intreccio narrativo rende le cose sempre appassionanti. Mi schiero con coloro che affermano che è sufficiente una secondaria di The Witcher 3 per battere le main story di molti altri titoli. Le storie di The Witcher 3 sono mature, crude e cattive al punto giusto, e offrono al giocatore scelte morali non sempre facili da affrontare.

Ho rivissuto l’esperienza almeno quattro volte, cambiando approccio, sperimentando scelte e, nonostante alcuni limiti, non posso che complimentarmi con CD Projekt RED per l’enorme lavoro svolto nella creazione di un tale mondo. Certo, la prima volta non si scorda mai ed è quella che lascia il segno. Il finale, per esempio, mi ha davvero emozionato. Sono giunto a quello che considero l’epilogo migliore (Ciri Witcher). Gli ultimi minuti di gioco sono stati davvero intensi. Ero davvero dispiaciuto di essere arrivato alla fine, di salutare quei personaggi. Dopo giorni e giorni e un centinaio di ore passate a giocare era arrivato il momento dell’addio. La seconda, la terza, la quarta volta, non sarebbe stata la stessa cosa. Avevo il classico sapore dolce-amaro in bocca.

Ma quanto era brutta Ciri da piccola?
Ma quanto era brutta Ciri da piccola?

Questioni di cuore

Ma ora basta: domenica era San Valentino e lunedì Matsu ci ha parlato di amore, quindi è la settimana giusta per esporre uno dei motivi principali per cui The Witcher 3 è, per me, un giocone. Ora, chi mi conosce sa che non sono esattamente un tipo sentimentale (in me regna pur sempre il lato oscuro), ma ho una confessione da fare.

Ecco… sì, insomma… è che… io… allora… dunque…. Io… io… Io mi sono innamorato di Ciri!

Ah, l’avevo già detto nel titolo? Vero, è pur sempre il fulcro dell’articolo. Non ve ne frega niente del mio innamoramento? Su, su, qui si parla di veri sentimenti, non è cosa su cui scherzare o da prendere alla leggera. Sopportatemi ancora un po’. In fondo, non mi capita spesso di innamorarmi di ammassi di poligoni; anzi, direi che non mi capita mai. Al massimo ho provato un grande affetto, come per Elizabeth di BioShock Infinite e qualcosa di più per Liara T’Soni di Mass Effect, ma con Ciri, beh, è stato diverso.

Che Striga!

Avete presente quel detto che recita: “Chi disprezza compra?”. Diciamo che a volte può essere vero. La prima volta che vidi Cirilla Fiona Elen Riannon (da non confondere con Gabriele Cirilli o Marcello Cirillo) era una giornata come tante. Passeggiava davanti a me, sullo schermo, in un trailer, e dopo una fugace occhiata, il mio primo pensiero fu piuttosto infelice: “bruttina la ragazza”. Così non la degnai neanche di un secondo sguardo e tornai alla mia miserabile vita. Passò un po’ di tempo, The Witcher 3: Wild Hunt uscì nei negozi e decisi di comprarlo. Ciri era l’ultimo dei miei pensieri. Scartai la confezione, ammirai il contenuto, inserii il disco nella PS4 e iniziai a giocare. Giocai e giocai, fino a quando non apparve per la prima volta davanti ai miei occhi nello splendore dei 1080p. La mia reazione fu tipo questa.

Scherzo, non fu così. In realtà fu più un misto di queste due espressioni.

the witcher 3 ciri

the witcher 3 ciri

Mmm, me la ricordavo diversa…”.

Il mio ultimo pensiero divenne il primo. L’ultimo alla sera prima di addormentarmi, il primo la mattina appena sveglio. Il motivo per cui non aveva mai funzionato con Lara Croft o Samus Aran, era perché dovevo ancora incontrare Ciri… e altre stronzate assortite. No, vabbè, trovare Ciri era diventata una vera e propria missione nella missione. L’amore della mia vita, da salvare dopo aver affrontato mille peripezie… e ovviamente dopo aver completato tutte le quest secondarie. Ero innamorato, mica stupido, prima il dovere, poi il piacere. Tradotto: prima tutte le quest secondarie e le cazzatine, dopo si va avanti anche nella trama principale per trovare Ciri.

Poi quando il gioco mi faceva entrare nei panni di Ciri, era un bel modo per passare un po’ di tempo con lei, osservarla, ascoltarla, accarezzarla con la mano sullo schermo nell’attesa dell’agognato incontro. Che alla fine arrivò. Da allora, le sue espressioni, il suo temperamento, il suo bel viso e i suoi verdi occhi mi rapirono sempre di più. Persino la sua voce mi suonò incantevole e lo dice uno che solitamente trova abbastanza fastidioso il suono della lingua inglese. Insomma, Ciri mi piaceva e mi piace davvero molto. È bella, forte, intelligente, determinata, elegante e c’ha i poteri. Le sue espressioni, il suo viso incantevole, i suoi grandi occhi. Le sue bellissime espressioni facciali nella gloria della new-gen. I suoi sinuosi capelli biondo cenere. Le sue espressioni, i suoi occhi verdi in cui perdersi. Le sue espressioni così espressive. Eh? l’ho già detto? Mi ero perso un attimo nei miei pensieri. Volete sapere com’è finita? Male.

Ciri

Perché The Witcher 3 è solo un gioco, Ciri, la mia Ciri, esiste solo nel mondo virtuale di CD Projekt RED. Però c’ha i poteri, cribbio, potrebbe viaggiare tra i mondi e raggiungere il nostro. Ciri, se mi leggi, sono qui! Tuttavia, non è nemmeno questa la cosa più triste. No, no, la beffa più grande è che il personaggio principale dell’opera è un cazzo di Witcher che si porta a letto qualunque essere femminile dotato di apparato respiratorio. Questo tipo se le fa tutte (ok, quasi tutte) senza ritegno, ma Ciri… ovvio che no! Doveva essere proprio suo padre! Cioè, non il suo vero padre, quindi tecnicamente non sarebbe neanche stato incestuoso, ma visto che è come se lo fosse non se ne fa niente. Quando parlo di limitazioni nella storia parlo proprio di questo. CD Projekt RED avrebbe dovuto sfanculare la coerenza narrativa per dare totale libertà al giocatore di commettere questo perverso atto, invece ha preferito lasciare all’asciutto milioni di giocatori. Che amarezza, i giochi hanno ancora tanti passi da fare per raggiungere lo stato di vere e proprie realtà alternative, ma ok, ok, va bene lo stesso.

Ciri resterà un amore platonico, che mi accompagnerà ogni volta che rigiocherò The Witcher 3 e che mi accompagnerà ogni giorno sul desktop del mio PC. E anche in qualche galleria di immagini salvate qua e là.

APPELLO

A me le storie tristi piacciono molto, però ogni tanto qualche lieto fine ci può stare, quindi se c’è qualche donzella in ascolto che è interessata ad approfondire la mia conoscenza mi contatti in privato ([email protected]). Si accettano solo ragazze con le seguenti caratteristiche:
– Capelli biondo cenere sciolti
– Bel viso (non a cattivo gioco)
– Occhi verdi
– Bel fisico
– Giovane
– Carattere forte, determinato, coraggioso e animo nobile
– Ottima agilità, padronanza della spada e capacità di cavalcare
Requisiti opzionali, ma graditi:
– Cicatrice sulla guancia sinistra
– Capacità di viaggiare tra i mondi e teletrasportarsi

Fate riferimento alle immagini qui sotto per avere un metro di paragone.

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Articolo approvato da NESSUNA

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7 pensieri su “The Witcher 3, ovvero come mi sono innamorato di Ciri

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