Quantum Break: la spiegazione della storia secondo Fatum

Qua ho parlato un po’ delle mie impressioni generali su Quantum Break, ma non ho approfondito l’aspetto principale del gioco, ovvero la trama. Ho quindi deciso di scrivere un altro articolo per provare a spiegare i fatti e dire cosa ne penso. Ovviamente si tratta solo di considerazioni personali e, in quanto tali, non hanno la pretesa di essere verità assoluta. È necessario avere finito il gioco per capire ogni passaggio che andrò a illustrare.

Attenzione: questo articolo può provocare forti emicranie e squilibri mentali, tenere lontano dalla portata dei bambini.

Viaggi nel tempo = mal di testa
Viaggi nel tempo = mal di testa

Classificato SPOILER 18+

Autoconsistenza

Il primo impatto con la trama di Quantum Break è stato tiepido, perché vengono inscenate teorie scientifiche note nel solito abusato contesto fatto di esperimenti pericolosi e grandi macchine del tempo. Si inizia subito mettendo in chiaro l’autoconsistenza di Novikov: Paul Serene esce dalla macchina prima di entrare, perché tutto è già successo. La teoria di autoconsistenza dice esattamente questo: il tempo è un circuito chiuso che non può essere cambiato. Il passato è immutabile. Se dal futuro vado nel passato significa che c’ero già stato. È una teoria contrapposta a quella del multiverso e degli universi paralleli. L’autoconsistenza prende in considerazione una sola linea temporale. Quantum Break segue questa teoria scientifica, sulla scia di film quali L’esercito delle 12 scimmie o i recenti Interstellar e Predestination. In pratica, il nostro destino è già scritto.

Quello che mi è mancato in Quantum Break è la genialità e l’effetto sorpresa di una pellicola quale Predestination (che spinge al limite la teoria di autoconsistenza in modo a mio parere fantastico) o di un gioco come BioShock: Infinite (che però sfrutta l’idea delle dimensioni parallele; il finale mi ha segnato per sempre). Quantum Break si affida molto alle teorie scientifiche. Un altro esempio? Il fatto che è possibile viaggiare solo in un’epoca in cui la macchina del tempo (attiva) esiste/esisteva già. Che poi è uno dei motivi per cui nessuno (che si sappia) ha mai visto qualcuno arrivare dal futuro. Semplicemente, ora, nel 2016, potrebbe non essere stata ancora inventata una macchina del tempo. Detto questo, Quantum Break ha il merito di introdurre concetti interessanti, su tutti l’idea di Fine del Tempo. La trama di Quantum Break, infatti, mi è piaciuta molto, pur restando qualche spanna sotto ad altre opere (per i miei gusti).

Anche alla Nissan piacciono i viaggi nel tempo
Anche alla Nissan piacciono i viaggi nel tempo

La Fine del Tempo

Quantum Break prende il via nel 2016, ma si può dire che la storia ha inizio per davvero nel 1999, quando la macchina di William Joyce viene attivata per la prima volta (il primo esperimento) e da cui escono Paul Serene e Beth Wilder dal 2021. Beth salva William da Paul (che tenta di ucciderlo, ma niente può essere cambiato, qualsiasi cosa tenterà di fare Paul tutto si svolgerà come deve svolgersi) e lo informa della frattura nel tempo. Gli parla inoltre di una contromisura da lui costruita per riparare la frattura. Joyce (riluttante a conoscere il futuro) inizia a lavorare alla contromisura. Impiega undici anni, durante i quali il Paul uscito dalla macchina fonda e dirige in segreto la Monarch Solutions per prepararsi alla fine del tempo, mentre Beth resta nell’ombra, consegna il taccuino con le informazioni sul futuro al suo doppione bambina e spia Jack Joyce (fratello di William e protagonista del gioco).

quantum_break_spiegazione trama attenti a quei gamer

Arriviamo quindi al 2010: Beth e Jack Joyce raggiungono il luogo in cui William ha nascosto la contromisura per recuperarla, ma vengono fermati da Paul Serene. Lo scontro si conclude con l’attivazione involontaria della contromisura, la quale sprigiona le particelle di Chronon investendo i tre. Si crea il punto zero. Jack viene misteriosamente rispedito nel 2016. Beth viene uccisa da Paul (il quale mette le mani sulla contromisura). La malattia di Paul si manifesta.

Il 9 ottobre 2016 Jack, insieme al “primo” Paul Serene, attiva la macchina del tempo all’università che a causa di errori di calcolo genera la frattura. Paul, dentro la macchina, viene spedito alla fine del tempo, nel 2021, dove si accorge di avere dei poteri (che è il motivo per cui non è bloccato nel tempo come il resto del mondo). Lì si scontra con Beth per un tempo imprecisato, ma, come sappiamo, riesce a tornare al 1999. Il 9 ottobre 2016, dopo l’attivazione della macchina, anche Jack acquisisce dei poteri. Il secondo Paul entra così in scena e apparentemente William muore. Jack incontra la prima Beth, insieme trovano la macchina del tempo di William e grazie all’aiuto della dottoressa Sofia Amaral (incaricata di curare Paul Serene) riescono ad attivarla. Peccato che la dottoressa, tenuta in ostaggio, faccia uno scherzetto a Beth, spedendola alla fine del tempo. Lei, in possesso delle tecnologie della Monarch (le stesse che daranno l’idea a Paul), riesce a muoversi nella stasi e a tornare con Serene nel 1999, dove tutto ha inizio.

Paul Serene e Martin Hatch ammirano l'RC
Paul Serene e Martin Hatch ammirano l’RC

Intanto, nel 2016 Jack usa la macchina del tempo per arrivare nel 2010 e contribuire agli eventi che hanno dato vita al punto zero. Tornato nel 2016 raggiunge la Monarch Solutions per mettere le mani sulla contromisura (o RC che dir si voglia). Ci riesce, ma non sa come usarla. Fortunatamente trova un’altra macchina del tempo, e per ricongiungersi con il fratello (l’unico che sa come usare l’RC) torna il più indietro possibile (ovvero quando il nucleo è stato attivato la prima volta, cioè da lui e Paul alla macchina dell’università il 9 ottobre; come si vede all’inizio del gioco il nucleo è stato rubato dalla Monarch per essere utilizzato in questa nuova macchina). Si ritrova quindi nuovamente al 9 ottobre, subito dopo la frattura. Riesce a salvare William. Si scopre così che il fratello non era morto. Insieme raggiungono la macchina del tempo costruita da William (la stessa che verrà poi usata da Jack per andare nel 2010) per tornare nel “futuro/presente” e usare la contromisura per riparare la frattura prima che tutto collassi. Grazie a una visione Paul li raggiunge per fermarli, ma Jack lo “uccide”… o meglio, secondo me Paul diventa definitivamente un polimorfo dopo essere stato colpito una terza volta da un’esplosione di Chronon. Jack, invece, inizierà probabilmente a essere vittima della “malattia” di Paul e infatti nel finale si capisce che è diventato come lui (con le visioni del futuro, le due scelte). In ogni caso, la frattura viene riparata e la fine del tempo scongiurata. Il mondo è salvo. Tutto è bene quel che finisce bene? Non proprio.

Confuso Jack? E comunque la storia de Il Coltello del Tempo potrebbe essere persino più bella di quella di Quantum Break. Vogliamo il film!
Confuso Jack? E comunque la storia di quella super-trashata de Il Coltello del Tempo potrebbe essere persino più appassionante di quella di Quantum Break. Vogliamo il film!

Un passo indietro

Ok, calma. Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Cos’è la contromisura? Che fine fanno Amy/Nick? Perché Beth non è tornata nel “suo presente” dopo essere giunta nel 1999? Cosa sono i polimorfi? Chi è davvero Martin Hatch? Come ha fatto Jack a ritornare nel 2016 dopo gli eventi del punto zero? Come è possibile che Jack e William abbiano riparato la frattura se Beth e Paul hanno vissuto la fine del tempo? Cosa succederà ne Il Coltello del tempo 2? Allora… non tutte le domande possono trovare ora una risposta esaustiva, ma ecco quello che ho capito io.

  • Cos’è la contromisura? Questo il gioco ce lo spiega chiaramente, anche perché è l’oggetto a cui ruota tutto attorno. Si tratta di un dispositivo ideato da William per sistemare una frattura nel tempo non ancora verificatasi (William, infatti, prende in fiducia Beth e ci lavora per undici anni, dal 1999 al 2010 sottoponendosi ad altissimo stress). Peccato che Paul sia convinto che la fine del tempo sia inevitabile (visto che l’ha vissuta sulla propria pelle), quindi decide di rubare la contromisura per il suo progetto: il protocollo Arca. Di cosa si tratta? In pratica è un bunker realizzato per proteggere (poche) personalità chiave volte a trovare una soluzione alla fine del tempo. Mentre tutto si fermerà, insomma, gli scienziati della Monarch continueranno a lavorare per trovare una soluzione al problema. La contromisura può infatti essere utilizzata per alimentare per un lungo periodo l’arca mantenendola in uno stato di antistasi. Il dottor Kim la ribattezza regolatore di chronon (RC). La Monarch usa l’RC come base per realizzare tutte le sue tecnologie. Perché non sono stati costruiti altri RC? La Monarch non aveva le competenze necessarie per farlo, mentre William non avendo più notizie di Beth e, dopo la sparizione della contromisura, è affogato nei dubbi. Inoltre la costruzione avrebbe richiesto molti altri anni. In ogni caso, dal momento della frattura la situazione degenera e non c’è più tempo per fare altro; la contromisura può essere usato solo in due modi: per riparare la frattura o per alimentare l’arca.
  • Che fine fanno Amy/Nick? Questo il gioco non ce lo spiega o almeno a me non pare. Vengono catturati quando la Monarch salva la dottoressa Amaral (altro passaggio non mostrato)? Boh.
  • Perché Beth non è tornata nel “suo presente” dopo essere giunta nel 1999? Come indicato da William le capacità di chronon della macchina del tempo non sono sufficienti a riportarla così in avanti nel futuro. C’è bisogno di una scoperta scientifica rivoluzionaria, che nel 1999 non è stata ancora compiuta…
  • Cosa sono i polimorfi? Il gioco non fornisce dettagli precisi in merito. Si sa che sono esseri che popolano la fine del tempo e che vivono nella stasi (odiano il movimento, quindi mentre il tempo scorre normalmente non si manifestano, l’unica eccezione sembra Hatch). Anche Paul e Jack, positivi al chronon, diventeranno dei polimorfi. Martin e il dottor Kim lo sono. Nel live action Martin libera Kim per farlo tornare “nell’infinito”. È chiaro che la loro visione del tempo e della vita valica la normale comprensione umana. Dovremo aspettare un probabile seguito per saperne di più su di loro.
  • Chi è davvero Martin Hatch? Martin è un polimorfo. La sua è la figura più misteriosa di Quantum Break. Si finge il braccio destro di Paul, ma in realtà cospira alle sue spalle. Il suo obiettivo è quello di guidare il mondo verso un nuovo inizio, di “portarlo da uno stadio all’altro”. I suoi reali scopi sono ancora avvolti nel mistero. Qualunque scelta si faccia, inoltre, Martin nell’ultimo episodio della serie TV muore (almeno all’apparenza). Nell’ultimo atto Jack lo vede per un brevissimo istante in forma di polimorfo e dopo i titoli di coda ricompare misteriosamente vivo e vegeto, proponendo a Jack di guidare la Monarch (sostituendo Paul). È vivo e morto allo stesso tempo. Grazie a un collezionabile (appunti senza titolo, sono rivolti a Jack?) sappiamo che Martin ha già viaggiato nel tempo sfruttando una macchina del tempo naturale, ma quando, dove, perché e in che modo non ci è dato saperlo. Sappiamo però che è divenuto un polimorfo dopo aver passato la sindrome di chronon e che in qualche modo, durante la fine del tempo, è riuscito a controllare il suo stato e, a quanto pare, assumere nuovamente forma fisica. Sembra essere l’unico a esserci riuscito. Il collirio al chronon pare giocare un ruolo fondamentale in questo senso. Nel diario Hatch fa anche riferimento al multiverso. Esistono diverse linee temporali separate e indipendenti l’una dall’altra? Lui riesce a spostarsi tra le diverse linee temporali/dimensioni? Tutte queste domande non hanno risposte certe. Le scelte a cui il gioco ci mette di fronte, però, lasciano intendere che si possano verificare diverse possibilità, non solo una come la teoria di autoconsistenza impone. Forse i polimorfi riescono a vedere anche le altre linee temporali, ma ognuna di esse non può scontrarsi con le altre, ognuna segue un preciso ciclo di eventi che non può essere spezzato, almeno non dai comuni mortali. C’è comunque molto materiale, a partire dal finale aperto, su cui lavorare per un sequel.
  • Come ha fatto Jack a ritornare nel 2016 dopo gli eventi del punto zero? Non ne sono sicuro. Credo che la spiegazione sia da ricercarsi nelle anomalie che si registrano nel punto zero. Ne abbiamo un assaggio quando Jack ci entra per la prima volta, ovvero quando il tempo scorre veloce intorno a noi mostrando William al lavoro nel corso degli anni e, appunto, i fatti all’origine del punto zero, seppur ancora in modo confuso.
  • Come è possibile che Jack e William abbiano riparato la frattura se Beth e Paul hanno vissuto la fine del tempo? La risposta a questa domanda è in verità molto semplice. Prendendo per buona la teoria di autoconsistenza, sappiamo che la fine del tempo è inevitabile. Leggendo alcuni collezionabili (e non solo) viene fatto notare che la fine del tempo sta sopraggiungendo anni prima del previsto. Secondo i dati della Monarch, dalla frattura nel tempo alla fine del tempo dovrebbero passare anni, non ore. Se ci pensate tutto torna. Beth e Paul, infatti, hanno vissuto la fine del tempo nel 2021 (anno indicato da Beth nel suo diario e anche sulla lavagna nello studio di Paul). Molto probabilmente la contromisura ha solo ritardato l’inevitabile. Dal 2016 al 2021 c’è un buco da riempire, eventi di cui non siamo ancora a conoscenza. Entro il 2021, insomma, accadrà qualcosa che porterà alla fine del tempo. Che cosa? Non possiamo saperlo. Alla fine del gioco Jack ha ancora i suoi poteri e una breve scena lascia suggerire che abbia una visione della fine del tempo (la scena è molto simile a quelle di Paul e Beth quando approdano per la prima volta nel 2021 uscendo dalla macchina). Tuttavia, al contrario di Beth (che ha ceduto al proprio destino), Jack sembra incapace di arrendersi. È chiaro quando le dice che tornerà a salvarla.
  • Cosa succederà ne Il Coltello del Tempo 2? Questa è un’altra bella domanda che giustificherebbe senza dubbio l’uscita di Quantum Break 2.
Aspettiamo il sequel... o almeno qualche DLC che faccia chiarezza
Aspettiamo il sequel… o almeno qualche DLC che faccia chiarezza

La storia di Quantum Break è più complessa di quanto potrebbe sembrare inizialmente e volendo si potrebbe parlare anche di altri aspetti minori, che donano ulteriore profondità all’universo creato da Remedy (i graffiti di Beth, l’incidente dei genitori dei fratelli Joyce, l’infiltrazione di Beth nella Monarch, le divertenti teorie complottiste di Nick, la pubblicità della Nissan, le tante citazioni su Alan Wake ecc). Considerando le tante domande lasciate “in stasi” (ah ah ah), VOGLIO un seguito. I polimorfi e la fine del tempo sono belle idee, ma confido che vengano sviluppate in futuro. Il finale, poi, mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, proprio perché lascia in sospeso certe questioni. Comunque, la teoria di autoconsistenza mi piace un sacco, perché permette di guardare gli stessi eventi da più prospettive, dando la sensazione che alla fine tutto si incastri al suo posto in un ingranaggio perfetto. Esempio? I due Jack all’università all’inizio del gioco. Un’idea certamente non originale, ma anche una di quelle cose per cui non smetterò mai di amare i viaggi nel tempo.

Voi che ne pensate della storia di Quantum Break? Siete d’accordo con la mia analisi? Ho scritto qualche cazzata? Avete altre domande? Avete altre spiegazioni? Parliamone nei commenti, sempre che abbiate tempo…

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16 pensieri su “Quantum Break: la spiegazione della storia secondo Fatum

  1. io nn kapisco neanche l’autocontinenza XD XD XD XD xd xd xd xd xd xd xd xd xd X D XD XD XDDDDDddddd 🙁 🙁 🙁 :;( 🙁 🙁

  2. Secondo me Hatch, oltre che essere appunto un polimorfo, è una specie di “guida” per far arrivare lo scorrere del tempo secondo i suoi piani.. cercando di non far alterare il corso della storia. Corso che magari, vista l’idea di Jack di salvare Beth, può essere alterata. Hatch infatti è presente in ogni occasione chiave dove si deve compiere una scelta.

    1. Interessante punto di vista. 🙂 Su Hatch purtroppo possiamo solo elaborare teorie, perché la sua figura è stata lasciata molto nell’ombra. Spero davvero che prima o poi facciano uscire un sequel (o almeno qualche DLC) per approfondire Hatch e i polimorfi.

  3. Potrebbe anche essere che Hatch sia solamente interessato alla fine del tempo… in un certo senso, essendo un polimorfo, potrebbe essere quella la visione del “suo” mondo, quella che lui vorrebbe.

    Interessantissimi spunti 🙂

  4. Ciao 😀 Guarda, hai fatto un ottimo lavoro, avrei giusto un paio di cose da aggiungere a quanto già detto (ma non avendo toccato il gioco da un po’ potrei non essere preciso al millimetro):

    Hatch lascia quel biglietto a Paul Serene, visto che lo troviamo proprio dentro l’ufficio di quest’ultimo. E’ così che veniamo a sapere qualcosa in più sui polimorfi, e soprattutto grazie a Martin sappiamo che sia Jack che Paul sono di fatto dei polimorfi, anche se in stadi differenti.

    Inoltre è stato proprio Hatch a provocare “l’errore di calcolo” per il viaggio nel tempo (tant’è che è possibile incontrarlo all’università nel primo capitolo), rendendolo di fatto il burattinaio che voleva generare la frattura, e di conseguenza anche la fine del tempo.

    Inoltre dal bigliettino riusciamo a comprendere anche un’altro dato fondamentale:
    Nonostante, a livello umano, le azioni di Hatch sembrino andare “contro” Paul Serene, specie quando gli distrugge la cura per ritardare il suo “stadio finale di polimorfo”, alla fine capiamo che il suo unico interesse è quello di “aiutarlo nella trasformazione”, così da renderlo libero esattamente come lui.
    La fine del tempo spaventa solo gli esseri umani, i polimorfi non hanno di questi problemi, ed Hatch da quanto si capisce guardando il complesso intreccio degli eventi, vuole traghettare il tempo verso la sua fine, cosa che probabilmente riuscirà a realizzare nel fatidico 2021.

    1. Ciao, grazie per il tuo commento e contributo. 🙂 Concordo con te sull’ambigua figura di Hatch, il suo scopo (da quello che possiamo capire) è quello di portare alla fine del tempo, che è appunto popolato dai polimorfi.

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