Outlast 2: come sono sopravvissuto a Folle

Lo devo dire. Non me ne vogliano gli sviluppatori di Outlast 2 (qui cosa penso del gioco), hanno tutta la mia stima, però sono dei grandissimi stronzi. E anche un po’ sadici. Degli stronzi sadici. Lo dico con il massimo rispetto. Lo dico con un’accezione positiva. Lo dico in modo affettuoso, senza nessuna cattiveria. Perché, in fondo, da un gioco horror di sopravvivenza cosa si può volere di più se non una sfida survival estrema in grado di spingere la pazienza, la tensione e i nervi al limite? Non si può chiedere di meglio… o peggio. Red Barrels lo aveva fatto con il primo Outlast, ma ha rincarato la dose con Outlast 2, senza se e senza ma molto più difficile del suo predecessore.

Sfida accettata!

In cosa consiste la modalità Folle? Se avete giocato Outlast o Outlast 2 dovreste saperlo. In parole povere bisogna finire il gioco dall’inizio alla fine tutto d’un fiato senza mai morire. Niente checkpoint, niente salvataggi. Non si può staccare. Non si può morire (pensate se salta la corrente o il gioco crasha…). In pratica è come girare un lungometraggio in un unico piano sequenza di circa due ore e mezza in cui non ci sono escamotage che tengano, basta un errore e tocca ricominciare l’intero film daccapo. E la difficoltà è tarata su Incubo (ovvero la più alta per i danni e la velocità di movimento dei nemici). Insomma, una prova di resistenza mica male. Il punto è che i ragazzi di Red Barrels non si sono limitati a questo, no, hanno pensato bene di aggiungere un simpatico trofeo/obiettivo che recita così: “Finisci il gioco in modalità Folle senza ricaricare la batteria della videocamera”. Avete capito bene! Oltre a preoccuparsi di non morire, bisogna pure preoccuparsi di non usare la telecamera (oggetto alla base del titolo). Si può usare solo la batteria già inserita, poi stop. Si deve cercare di attivare poco e niente la visione notturna per tutto l’arco del gioco. Questo ovviamente se si punta al platino/1000G, ma sarebbe proprio da pazzi finire il gioco a Folle lasciando indietro un trofeo/obiettivo. Questo sì che sarebbe folle!

Io ho chiaramente accettato la sfida degli sviluppatori. D’altronde Outlast è uno dei miei giochi horror preferiti e l’horror è uno dei miei generi preferiti. E con il primo Outlast ero riuscito a superare la sfida con qualche sbattimento (se non ricordo male ero morto più volte nella sequenza finale), ma senza soffrire in modo particolare. Con Outlast 2 la questione si è fatta un tantino più complessa, tale da rendere il platino del gioco degno dei trofei che mi hanno fatto più dannare.

Inizia, scappa, muori e ripeti

La possibilità di rigiocare capitoli e sotto-capitoli è utilissima. Selezionare le sequenze più bastarde per testare le strategie migliori è essenziale se si vuole completare Outlast 2 a Folle. Rispetto a Outlast, qui i frangenti in cui si può crepare sono tanti, tanti di più e anche più cattivelli. Il gioco, in sostanza, è più lungo e più difficile.

Sono partito carichissimo. Ho provato e riprovato alcune sezioni e poi mi sono detto: “Ok, facciamolo”. Ho pensato: “Morirò, morirò un bel po’ di volte, l’importante è non mollare mai e continuare a provare, tentando ogni volta di andare più avanti della precedente partita”. Così ha avuto inizio l’incubo. Sapete dove sono morto la prima volta? So già che mi prenderete per il culo, ma ormai non posso tirarmi indietro. È un’autentica figura di merda: mi ha ucciso il “secondo” abitante del villaggio, quello nella piccola zona dietro la porta, subito dopo a quando il gioco ti obbliga a usare il microfono. Sono andato nel panico, sono rimasto dietro la porta non sapendo che fare. Il tipo è entrato e mi ha seccato.

Ma facciamo una bella lista delle volte che sono morto. Ho annotato tutto durante un tour de force durato quattro giorni/notti. Ovviamente la lista contiene spoiler e solo chi ha giocato Outlast 2 potrà cogliere i riferimenti.

PRIMO TENTATIVO: come detto prima, sono morto al primo “scontro” del gioco.

SECONDO TENTATIVO: una delle parti più rognose, mi ha messo caga ogni volta. Parlo della fottutissima Marta che compare quando si spinge il carretto verso il cancello. Odio quel pezzo.

TERZO TENTATIVO: indovinate? Già… Marta… al carretto.

QUARTO TENTATIVO: Sì, ancora lei, quella ***** di Marta. Stavolta non al carretto, addirittura prima, nella piazza per tornare all’ascensore. Ho sbagliato tempismo e me la sono ritrovata davanti.

QUINTO TENTATIVO: mi ha ammazzato quel coglione sifilitico che ti viene incontro nel primo accampamento dei sifilitici.

SESTO TENTATIVO: pensate un po’… Marta! Al carretto.

SETTIMO TENTATIVO: qui ci sono rimasto di merda. Dopo aver superato Nick/l’arciere tra le casette nella boscaglia, bisogna passare in bilico su un tronco che fa da ponte. Avendo paura di cadere sono andato cauto convinto di essere al sicuro e di poter rifiatare un po’, ma in Outlast 2 non si è quasi mai al sicuro. Non c’è un attimo di tregua. Dicevo: andavo piano e prima di raggiungere la fine del tronco, ZAC!, una freccia mi ha colpito alla schiena. L’ho capito quando ero già morto.

OTTAVO TENTATIVO: all’ottavo tentativo sono riuscito ad andare tipo uno-due minuti dopo il settimo. Mi ha seccato una freccia nella sezione immediatamente successiva, quando bisogna evitare le frecce nascondendosi dietro i massi.

NONO TENTATIVO: al nono tentativo mi son detto che potevo farcela, almeno ad arrivare alla miniera. E invece no. Sono andato più avanti, ma uno di quei mostriciattoli stile Gollum mi ha ucciso durante una delle sequenze di fuga. Dovrebbe essere la prima quando si è dentro quel casotto che funge da ingresso per le miniere. Correndo troppo mi sono stancato e mi hanno raggiunto.

DECIMO TENTATIVO: Marta è tornata a colpire. Mi ha ucciso mentre mi nascondevo nell’erba, nell’ultima zona in cui appare (se escludiamo l’ultimo capitolo).

È ufficiale: odio Marta

Giunto a dieci tentativi la mia pazienza ha iniziato a vacillare. Deluso, amareggiato e stanco ho iniziato a perdere la speranza. Non ero nemmeno tanto frustrato (un po’ sì, chiaramente), ero più che altro afflitto. C’è stato qualche momento di debolezza in cui ho iniziato a pensare di abbandonare l’impresa, in cui la mia vocina interiore, quella stronza, ha iniziato a schernirmi: “Fai cagare, non sei abbastanza bravo. Fai schifo. Sei una merda. Loser. Arrenditi”. Eppure, un’altra vocina mi spronava. La difficoltà Folle continuava a chiamarmi. La demoralizzazione si mescolava a una voglia quasi masochistica. Continuavo a esserne attratto. Sotto sotto un po’ mi piaceva. Avevo uno scopo. Non mi sarei arreso così facilmente. Di mollare, insomma, non se ne parlava. “Prima o poi”, mi dicevo, “Prima o poi”.

UNDICESIMO TENTATIVO: e così è arrivata la morte numero undici. Ho beccato un filo spinato nella zona in cui bisogna eludere Nick/l’arciere nella boscaglia con le casette. E niente: sono caduto e morto, forse mi ha ucciso il boss mentre ero a terra.

DODICESIMO TENTATIVO: questa morte è davvero spassosa (si fa per dire). Avete presente il primo abitante del villaggio che si vede nel gioco? Quello subito dopo lo schianto dell’elicottero, sotto la luce, che scappa via appena gli andiamo incontro. Ecco, mi ha ucciso. Come è possibile? Perché sono un coglione. Sono corso come un deficiente verso di lui pensando che tanto non sarebbe successo nulla. Peccato che gli sono andato troppo vicino e non l’ha presa bene.

TREDICESIMO TENTATIVO: ancora una volta mi ha seccato una freccia. Stavolta però nella sequenza in cui bisogna fuggire subito dopo aver preso la corda (quella rubata al tipo che si impicca). Mi sono incastrato da qualche parte (giocare al buio non è semplicissimo), ho perso giusto due-tre secondi, ma sono bastati per farmi beccare da una freccia appena ho ripreso la corsa.

QUATTORDICESIMO TENTATIVO: subito dopo la crocifissione, mentre si va per prendere le bende per le mani sotto la tenda. Sono andato troppo spedito e ho svegliato uno di quei coglionazzi. Ho cercato di scappare, ma mentre lo facevo ho attirato l’altra coglionazza li vicino. Mi hanno accerchiato, sono andato nel panico e il tipo mi ha ammazzato.

QUINDICESIMO TENTATIVO: il quindicesimo tentativo? Beh, sul foglio degli appunti lo avevo già segnato, pronto per scrivere il punto della morte, ma non ce ne è stato bisogno. Ce l’ho fatta, porca troia!!! Run eseguita in piena notte, da circa un quarto a mezzanotte fino alle due e otto minuti per un totale di due ore e venti di nervi tesi. Alla fine avevo male alle mani. Alla miniera credevo di schiattare. Fortunatamente è andata bene. C’è da dire che le miniere sono quelle che ho provato di più. Ho comunque rischiato di lasciarci la pelle, sono stato colpito una sola volta da uno di quei mostriciattoli. Poi, alla fine, quando si deve scappare da Marta con Lynn, ho imbroccato leggermente la strada sbagliata. C’è stato un secondo o due di panico, poi sono tornato sulla retta via, giusto in tempo per vedere Marta a pochi metri dietro di me. Parliamo della sezione a tipo cinque minuti dalla fine del gioco. Se mi ammazzava lì, non lo so, cazzarola. Aneddoto: quella stessa notte ho sognato che dei killer volevano uccidermi e io scappavo…

BILANCIO: 15 tentativi, 14 morti

BOSS più stronzo: Marta (5 uccisioni), seguita da Nick/arciere (4 uccisioni). Nessuna uccisione da parte di Val e del demone della scuola (padre Loutermilch).

Risparmiate la batteria per la miniera

Giocare al buio

Il trofeo della sola batteria della telecamera ha ovviamente reso diversi passaggi più complicati. Se pensate che sia sufficiente mettere al massimo la luminosità nelle opzioni del gioco e sulla TV vi sbagliate di grosso. Ci sono momenti di puro buio in cui non si vede una cippa comunque. Bisogna impararsi quasi a memoria il percorso. Settare la luminosità, tuttavia, aiuta. Ho provato il gioco su due diverse TV e alla fine ho scelto quella in cui si vedeva un po’ di più. In ogni caso, a fine gioco l’unica batteria utilizzabile l’ho esaurita quasi del tutto.

Qualche consiglio

. Aumentate la luminosità della TV/opzioni del gioco al massimo!

. Restate calmi, non abbiate paura. Grazie al razzo eh? Beh, sembra un’ovvietà, ma per giocare a Folle dovrete avere nervi saldi. Ricordatevi di respirare. Restate concentrati. È solo un gioco, non rischiate realmente di morire (forse…).

. Iniettatevi nelle vene tante dosi di pazienza. Fatevi una camomilla, se vi va.

. Fate pratica nelle sezioni in cui avete più problemi giocando a difficoltà Incubo. Più volte lo fate, meglio è. Durante la partita a Folle in alcuni momenti il batticuore sarà inevitabile, ma a furia di tentativi imparerete a gestire la situazione. In alcuni casi l’ansia sparirà del tutto.

. Non siate troppo baldanzosi. Ok, dovete restare calmi, essere decisi e non avere paura, ma non fate troppo gli spavaldi, altrimenti rischiate di fare alcune delle cazzate che ho fatto io. A volte bisogna avere un attimo di pazienza e un po’ di intelligenza. Non siate imprudenti e ragionate prima di agire. Ricordatevi che anche un minimo errore può portare alla morte. Il gioco non lascia grandi margini. Commettere uno sbaglio si traduce quasi sempre in game over.

. Non incazzatevi quando morite. È inutile. Mettete subito in conto che potreste morire un bel po’ di volte. Trasformate la rabbia in grinta.

. Create un ambiente confortevole intorno a voi. Questo punto non l’ho applicato, ma giocare in una stanza illuminata, magari in compagnia di qualcuno, potrebbe aiutarvi ad alleviare la tensione. Fate anche un po’ di rilassamento. Incoraggiatevi mentalmente. Io ho provato ad ascoltare della musica durante una sessione, ma dopo un po’ ha iniziato a infastidirmi e a distrarmi dall’azione. Magari con voi andrà meglio. Per me, comunque, è meglio ascoltare in modo chiaro i rumori e le musiche del gioco, in alcuni frangenti fondamentali. Tipo con Marta al carretto. Brr!

. Studiate il gioco. Ci sono diversi video facilmente reperibili su YouTube riguardanti la difficoltà Folle (Insane in inglese). Non sono un amante dei video di gameplay, ma questa è la classica eccezione che conferma la regola. Sono la vostra arma migliore per studiare Outlast 2 mentre non lo state giocando, ma non fossilizzatevi solo sulle strategie che vedete nei video, cercate di trovare quelle con cui siete più a vostro agio anche e soprattutto sperimentando da soli.

Bulliamoci un po’

. Usare il meno possibile la visione notturna. Per il trofeo/obiettivo relativo alla batteria della videocamera, una volta che avrete imparato a conoscere bene il gioco dovreste essere in grado di non utilizzare quasi per nulla la visione notturna per buona parte dell’avventura. Ci sono alcuni frangenti in cui è difficile farne a meno, ma dovreste riuscire a usarla poco e niente fino a oltre la metà del gioco. Vi consiglio di accendere/spegnere la visione notturna a ripetizione, piuttosto che mantenerla attiva per un periodo più o meno prolungato. L’idea è quella di arrivare alla miniera con abbastanza batteria. A quel punto usatela il più possibile quando serve (tipo durante le fughe da Val; notate però che non conviene tenere la telecamera sempre in mano, correrete più veloci senza). In ogni caso, non esagerate. Se rimanete a secco rischiate davvero di essere fottuti.

. Durante le fughe non guardatevi mai indietro. Mai.

. Usate le cutscene per sgranchirvi/rilassarvi un po’. Purtroppo i filmati non si possono saltare e soprattutto all’inizio risultano abbastanza tediosi. Fate qualcos’altro nel frattempo, tipo andate al cesso ed evitate di farvela nei pantaloni.

. Non arrendetevi. È facile scoraggiarsi dopo essere morti a ripetizione, ma la differenza tra il fallimento e la vittoria sta tutta qui. È una gara di resistenza. La pratica rende quasi perfetti. Restate fissi sull’obiettivo e prima o poi arriverà la partita buona. Insomma: chi la dura la vince!

Bulliamoci un po’ – Parte 2

Voi come siete messi? Ce l’avete fatta? Ci avete provato? Se avete altri consigli o domande non abbiate paura e lasciate un commento qui sotto.

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5 pensieri su “Outlast 2: come sono sopravvissuto a Folle

  1. Bene sono contento che ci vogliano più di 15 tentativi , io dopo essermi allenato per ore in modalità incubo ho voluto provare folle, e sono riuscito in un ora e mezza poi sono caduto come un coglione da un dirupo e mi ha talmente demoralizzato che è stata la prima e ultima volta, ma leggendo la tua storia e vedendo quella piramide con scritto 01% mi ci metto di nuovo e riuscirò nell’impresa 😀

      1. L’hai detto!! PRIMA O POI è stata la frase che mi ha rimbombato per tutta l’impresa, e stamattina ( mattina di pasquetta) sono riuscito finalmente a completare tutto il gioco e sentirmi ONNIPOTENTE, ho fatto 3 live dove faccio tutto il percorso appena le monterò voglio fare una guida in italiano su YouTube dato che ho visto non c’è nessuno che l’ha fatta tutta completa

  2. Non capisco se il commento è stato pubblicato o meno, ma lo ribadisco per chi unque ci voglia provare, questo platino è stato sicuramente il più bello e gratificante che abbia mai preso ho addirittura nostalgia, mi manca quella sensazione di dover rincorre quel trofeo sapendo che ci vogliono minimo 2 ore e mezza di nervi tesi, e si l’importante è provare in continuazione, ho avuto qualche run in cui non riuscivo più ad arrivare dove ero arrivato e mi seccavano prima, stavo per mollare ma basta fare tanta pratica, non è come molti giochi che prima o poi con un po’ di pazienza lo fai può essere noioso e lungo ma la difficoltà la superi, qua purtroppo non è così sei vincolato dall’ansia, è come farsi un dark souls ma invece di ricominciare tutte le volte il capitolo dal falò ti tocca cominciarlo daccapo! È moolto complicato ma è davvero gratificante

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