No Man’s Sky: delusione aliena per un gioco tutt’altro che spaziale

Nota: l’articolo è stato gentilmente tradotto dalla segreteria spaziale di Attenti a Quei Gamer e potrebbe non essere al 100% fedele alla relazione dell’autore. Concetti estremamente complessi sono stati semplificati e tradotti da menti… umane. Potrebbero essere presenti errori.

C’è qualcosa di strano in No Man’s Sky. Qualcosa di molto strano. Una sensazione. Non è facile da spiegare. È una sorta di vuoto cosmico, un dubbio. Per dirla in termini umani: un’incertezza. Queste parole vi suonano famigliari? Dovrebbero. È infatti così che ho iniziato a parlare di No Man’s Sky, ricevendo impulsi sulle notevoli potenzialità di questo universo virtuale. E non c’è modo migliore per tornare a farlo. Ripetendo ciò che ho detto. Ripetere. Ripetitivo. Una connotazione perfetta per descrivere No Man’s Sky. E alla fine dei miei viaggi ultra-sensoriali mi chiedevo se l’ambizione dietro miliardi di pianeti si sarebbe concretizzata oppure si sarebbe sgretolata sotto il suo peso. L’ho giocato, ho viaggiato tra decine e decine di pianeti e sistemi, oggi posso dirlo: il castello di carte è caduto sotto un’irraggiungibile ambizione.

no man's sky

Dalle stelle alle…

D’altronde non poteva essere altrimenti. Un gioco umano, sviluppato da pochissime persone con ambizioni aliene. Inevitabile. Il fallimento. L’universo di No Man’s Sky è governato da un’unica legge, potrei definirla Xoin (traducibile in: noia). Non c’è fascino nell’universo di No Man’s Sky, né mistero o meraviglia, né poesia, né emozione. L’Atlante. Il centro dell’universo. Vuoto cosmico. Senza sostanza. No Man’s Sky è finto. Freddo. Statico. Meccanico. Raccogli risorse, raggiungi un nuovo sistema. Fine. Pianeti si esplorano, anni luce si percorrono, ma tutto resta uguale. Nulla cambia. Viaggiare tra corpi celesti nelle profondità dello spazio non restituisce la giusta seduzione. L’attrazione gravitazionale. Non ve ne è traccia. Letteralmente. Essere alieno quale sono non pretendo che un giochino di natura umana possa trasportarmi nella nostalgia dei miei viaggi interstellari. Non ne avevo speranza. Eppure, No Man’s Sky ha promesso lune, soli, pianeti, stelle, unicità. E No Man’s Sky ha mantenuto poco, lasciandosi schiacciare sotto il peso della sua ambizione.

Non vi è alcuna unicità in No Man’s Sky. Miliardi di pianeti, numeri privi di significato. Quantità senza qualità. Pochissime varianti, pochissime cose da fare. Il risultato dell’equazione è: ripetitività visiva, ripetitività ludica. Mediocrità. Poche ore bastano per comprendere l’esigua offerta dello “infinito” spazio di No Man’s Sky. E nominare fauna, flora e pianeti diventa presto noioso. In gergo umano userei aggettivi come limitante, imbarazzante, monotono. Strutture, animali, piante, tutto è simile, troppo uguale, a prescindere dal sistema o dal pianeta in cui ci si trova. No Man’s Sky doveva trasmettere l’illusione di uno spazio vario, sconfinato, interessante. Non lo ha fatto, non può.

Gli artwork sono una delle poche cose davvero belle di No Man's Sky
Gli artwork sono una delle poche cose davvero belle di No Man’s Sky

Noia’s Sky

Noia. Un compromesso perfetto se ad attendere l’esploratore spaziale ci fossero ambienti e situazioni varie, nuove e fresche. Non accettabile se a mancare è quel senso di scoperta e meraviglia che dovrebbero fare da padrone in un’esperienza solitaria e intima come questa. La libertà è illusoria, la vastità è illusoria, la fauna è finta, stupida. Bambolotti. No Man’s Sky è un’illusione fatta male. Un mago che svela involontariamente i suoi trucchi. Un’offesa al mio amato spazio, quello profondo da cui provengo.

No Man’s Sky ha l’arroganza di voler essere più di ciò che è, molto di più. Non è una colpa, ma non può che pagarne il prezzo. Semplici umani non possono creare qualcosa di così alieno. Troppe poche volte sono rimasto incantato da un evocativo paesaggio. Si contano sulle dita di una mano… umana ovviamente. Troppe poche per perdonare un universo così superficiale e abbozzato. A restare è la delusione di potenzialità inespresse, che se concretizzate avrebbero potuto dare vita a un gioco ben diverso da quel che è ora. Forse in futuro le potenzialità si esprimeranno. Forse no.

Gli scorci evocativi sono molto meno evocativi di quanto ci si aspetterebbe... quelli veramente evocativi sono troppo poco frequenti
Gli scorci evocativi sono molto meno evocativi di quanto ci si aspetterebbe… quelli veramente evocativi sono troppo poco frequenti a causa anche di limiti tecnici

Potenziale alieno, resa umana

Le mie percezioni mi hanno trasmesso una potenzialità sopita. Ciò che No Man’s Sky avrebbe potuto essere. Scoperta, mistero, fascino, esplorazione, meraviglia. Ciò che No Man’s Sky è ora solo in una piccolissima, infinitesimale, parte. Forse pretendo troppo, viziato da viaggi nel cosmo che ho vissuto sulla mia pelle aliena, dall’esperienza reale che un prodotto umano non potrà mai replicare neanche minimamente. Non può. Ma No Man’s Sky non è un’esperienza esaltante nemmeno per le menti umane. Non ora. Un giorno magari le mie sensazioni diventeranno realtà. Perché il potenziale, nascosto in un universo finto, piatto e celato dietro un’idea vincente che è un inno all’individualità, c’è. Il potenziale per diventare grande, è inespresso. Per ora l’unica cosa grande di No Man’s Sky è il fallimento.

Molti umani dicono che No Man’s Sky è qualcosa che o si ama o si odia. Ne sono convinti. Sarà perché in me scorre sangue d’Oltre-Terra, ma non ho amato No Man’s Sky. Non ho odiato No Man’s Sky. Ciò che mi ha trasmesso è un senso di incompiutezza. Non odio, non amore. Per dirlo con parole umane: indifferenza. E forse non c’è cosa peggiore…

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3 pensieri su “No Man’s Sky: delusione aliena per un gioco tutt’altro che spaziale

  1. In linea generale sono abbastanza d’accordo con L’Alieno. Un’ottima idea realizzata però in modo mediocre. Eppure mi sta intrattenendo quel che basta per svagarmi un po’ in queste giornate. Non mi sta esaltando e alla lunga si fa davvero noioso, ma per ora non cedo. Voglio raggiungere il centro, quindi ne avrò ancora per un bel po’. 😀

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