Le rotture (di palle) di Day One

Io sono un gatto garbato. Ci sono però quei giorni in cui non si può fare altro che aprire le zampacce, tirare fuori gli artigli e graffiare senza pietà qualcuno o qualcosa. Ed è per questo che per il titolo dell’articolo di oggi ho deciso di usare un linguaggio meno appropriato del consueto, anche perché l’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela scappare dalle zampe come uno sfuggente gomitolo di lana. Alle volte bisogna essere chiari e diretti: le rotture di day one sono soprattutto delle rotture di palle! Ecco, l’ho detto un’altra volta, mao…

1 day one attenti a quei gamer

Rotto in…

L’idea per questo articolo mi è venuta la settimana scorsa, mentre stavo chiacchierando con Fatum a proposito delle copie rubate di Uncharted 4: Fine di un Ladro e delle rotture di day one. Il poveretto mi ha detto di essere piuttosto adirato per questa situazione, non perché c’era già chi ci giocava settimane prima dell’uscita, ma più che altro perché sarebbe bastato un solo passo falso per incappare in qualche sgradevole spoiler.

Da una baffo lo capisco. Aspetti un titolo per così tanto tempo e poi prima dell’uscita c’è già qualche sfigatto che l’ha finito e che si diverte a mettere video, immagini e spoiler su Internet. Ma con un po’ di attenzione gli spoiler possono essere evitati, quando ovviamente non te li ritrovi davanti al muso per pura sfiga(tta). Inoltre, dall’alto della mia pelosità, penso che gli spoiler siano un problema a parte. Una volta che un titolo esce bisogna prestare ugualmente attenzione. Voglio dire: avete visto cos’è successo con l’ultimo film di Star Wars? La gente ha spoilerato in lungo e in largo, rovinando la sorpresa a tantissime persone che non hanno potuto recarsi al cinema al day one. Con Internet e i social network, oggigiorno c’è poco da fare.

due-gatti

La stanza con due gatti

La vera rottura di palle (mao) è che qui si tratta di non rispettare la legge. Parlando sempre di Uncharted 4: Fine di un Ladro, le rotture sono iniziate in modo “massiccio” venerdì 6 maggio, grazie a piccoli negozietti privati. L’uscita ufficiale era il 10 maggio. Ormai ogni gioco importante ha la sua rottura di day one (a volte grazie anche ad alcune grandi catene) che sia una settimana o due giorni prima. Non è sicuramente il caso di Uncharted 4, ma ogni volta mi sento come se fossi in una stanza con un altro gatto ed entrambi abbiamo prenotato la nostra razione di croccantini. Entrambi abbiamo diritto a riceverla nello stesso momento. E invece all’altro gatto viene portata prima, lasciandomi in un angolo con la coda tra le gambe, ancora in attesa della mia porzione. È una situazione semplicemente inaccettabile. Il problema è che nel mercato dei videogiochi succede continuamente.

I miei baffi captano qualcosa. In lontananza. Le mie orecchie odono qualcuno dire: “Ma che ti costa aspettare un po’ di più? Che te ne frega?”. È vero, non mi costa niente. Sapete perché? Perché se devo aspettare la data di uscita ufficiale, aspetto la data di uscita ufficiale, non cerco scorciatoie. Gattoni miei, il concetto è molto semplice: è una questione di principio. Se le direttive dall’alto sono di far uscire un gioco in quella precisa data, non esiste che i negozianti facciano come gli pare. È anche una questione di rispetto verso i consumatori. Dovrebbero essere tutti uguali, avere tutti gli stessi diritti, a prescindere dalla zona di residenza. O tutti o nessuno. Punto. Le rotture di day one creano solo tanta confusione.

Divieto di rottura di palle!
Divieto di rottura di palle!

Giustizia è fatta?

Tanti gattacci potrebbe piagnucolare sul latte versato, difendendo quei negozietti privati che, poverini, fanno i furbetti. Rompono il day one per accaparrarsi acquirenti, nella speranza di sopravvivere alle grandi catene. Ma è una guerra senza speranza. Presto o tardi, i privati sono destinati a fallire. E chi rompe il day one lo meriterebbe a prescindere, il fallimento; insieme a multe salatissime, per mao! Perché questo è: l’ennesimo fallimento di una società di uomini falliti.

Che sia con l’avvento del digitale o della scomparsa dei negozi privati, mi gioco un baffo che in futuro le rotture di day one saranno solo un vago ricordo. Felicitazioni! Questo, tuttavia, non è un buon motivo per giustificare l’odierna condizione, fatta di menefreghismo, furbetti e approfittatori. Perché oggi la realtà è questa: i piccoli negozietti sono contenti se vendono più copie rompendo il day one accaparrandosi clientela; i clienti sono contenti perché possono “bullarsi” suoi forum di avere il loro giochino preferito tra le zampe prima di (quasi) tutti; più o meno come ha fatto Gino.

Il proliferare di foto di scontrini è la norma quando ci si avvicina al day one.
Il proliferare di foto di scontrini è la norma quando ci si avvicina al day one.

In Italia funziona così, finché si può trarne vantaggio è giusto fare finta di niente, e così tutto diventa normale, accettato (basta vedere l’attuale condizione lavorativa: venire sfruttati per prendere pochi spicci è la normalità, anzi i datori di lavoro vi fanno pure un favore e l’unica scelta è tenere la testa bassa). Miao, no! Non è giusto. E imparate a rispettare sempre, non solo quando vi fa comodo. La colpa è soprattutto dei negozianti, ma anche dei compratori. Chi vuol capire capisca: le rotture di day one sono solo un piccolo frammento dello specchio della barbara realtà umana. E allora io dico che ve la meritate questa società tenuta insieme dai vostri escrementi. E allora dico: ve le meritate tutte, le rotture di palle.

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2 pensieri su “Le rotture (di palle) di Day One

  1. è giusto vendere prima del day one se cianno il gioco in negozio così io posso prenderlo prima di tutti. solo gli sfigati komprano un gioko al day one :O :O :O :O 🙂 🙂 🙂 🙂 😀 😀 😀 😀 XD XD xd xd xdxd xdxdxdxdxdxd

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