La violenza nei videogiochi? Bellissima!

Gli esseri umani sono ipocriti, stupidi e violenti”- L’Alieno.

Sarà solo quando la razza umana, violentandosi da sola, si suiciderà, che l’alba del pianeta dei gatti avrà inizio. Solo allora conosceremo la vera pace” – Joker, il Gatto senza padrone.

Adoro la violenza nel cinema! Dagli spaghetti western ai film di samurai, dai film cinesi di arti marziali al filone di vendetta all’horror, la violenza mi eccita” – Quentin Tarantino.

“Mi piace la nutella” – Gino, il Bimbominkia.

Trovate l’intruso. Un aiutino: fa rima con Gino. Esatto: è Tarantino, perché Quentino non scrive su Attenti a Quei Gamer e perché probabilmente è l’unica persona con un minimo di credibilità tra quelle citate. Ok, togliamo il probabilmente, anche se tecnicamente L’Alieno non è una persona, Joker è un gatto e Gino… beh, citando il nostro amico venuto dallo spazio e la sua idea di non-categorizzazione, Gino è Gino.

Bene, ora ho la vostra attenzione o devo scrivere a caratteri cubitali le parole sesso e tette. Ho capito, va.

SESSO, TETTE

einstein
Questa è immagine è di chiunque l’abbia fatta

Allacciandomi a quanto detto da Tarantola, io adoro la violenza nel cinema e adoro la violenza nei videogiochi. Mi piace, è catartica e rende tutto sempre più saporito, come il sale nella pasta o lo zucchero nel caffè. A volte se ne potrebbe fare a meno, ma quando c’è è tutto più buono. Ora, però, dovete sapere una cosa, ma prima aggrappatevi saldamente alla sedia e state calmi, perché si tratta di qualcosa di veramente forte. Siete pronti? Vado? Lo dico? Lo dico… l’uomo è un essere violento. Già, lo è sempre stato e sempre lo sarà. Tutti abbiamo subito o fatto violenza, fisica e/o verbale. TUTTI. Possiamo girarci intorno quanto vogliamo, ma c’è un angolino sadico nel nostro cervello che è alimentato dalla violenza, lo stesso che ci fa ridere quando vediamo qualcuno cadere rovinosamente e farsi male (niente di mortale eh… che poi a me di solito non fanno nemmeno ridire quelli che cadono, ma vabbè).

La violenza non è un istinto da sopprimere, ma da controllare. Provate solo a pensare a cosa succederebbe se non ci fossero leggi contro l’omicidio o altri atti violenti. La notte del giudizio vi dice niente? Con Internet, poi, ci sono un sacco di persone che si tuffano alla ricerca di video gore o snuff movie e hanno il gusto del macabro per la violenza, quella vera, probabilmente spinti dalla curiosità. Altro che videogiochi. Io non sono attratto dalla violenza reale, almeno fino a quando qualcuno non la esercita su di me. In quel caso ti prendo, ti spacco la testa schiacciandotela con una porta e poi ti finisco lapidandoti in pubblica piazza usando al posto delle pietre dei videogiochi dimmerda, come le cartucce di E.T. l’extra-terrestre. Oh, stiamo pur sempre parlando della violenza nei videogiochi, no?

Gino, sei tu?
Gino, sei tu?

Comunque credo che uno sia libero di guardare ciò che vuole, finché non fa male a nessuno (o NESSUNO). Non penso che un video o un videogioco siano in grado di portare all’aggressività, al massimo potrebbero desensibilizzare un po’ di fronte a certe scene. Quello che voglio dire è che, gratuita o giustificata, la violenza esiste e va accettata. Ma è inutile filosofeggiare, in fondo qui stiamo parlando di giochini. Gli stessi giochini che genitori e istituzioni solitamente non si filano manco di striscio, ma che improvvisamente diventano la nuova problematica mondiale quando esce il GI-TTI-A di turno. Io vi dico: fregatevene. Indignarsi o farsi il sangue amaro è stupido. Fatevi una risata e andate avanti, perché è un problema che si risolverà da solo con i cambi generazionali. Lasciateli dare aria alla bocca. Qualcuno diceva che la pazienza è la virtù dei forti. Se poi qualcuno avrà la pazienza di educarli (PEGI, videogiochi diverso da giochini per bambini ecc.) ben venga, ma avranno l’umiltà di restare ad ascoltare e la voglia di capire?

Violento o nolente

Sì, ma allora sta violenza nei videogiochi: perché è bellissima? L’ho già detto: rende tutto più saporito. Che altro devo aggiungere? Perché ci attirano i film o i videogiochi horror? Perché vogliamo provare paura? Quando guardiamo un film spaventoso sappiamo che non ci accadrà niente. Perché guardiamo film, ascoltiamo musica o giochiamo? È una ricerca dell’emozione: dal semplice divertimento alla tristezza. Quando massacriamo persone in Gran Deft Auto ci divertiamo perché non è reale. Personalmente parlando, uccidere laggente in GTA non mi diverte granché, mentre sembra che mio padre si diverta solo con quello (soprattutto investendo le vecchiette). Non è che i videogiocatori sono creature imbecilli che sbavano davanti alla TV credendo di uccidere delle persone vere. Quando giochiamo sperimentiamo cose che non potremmo o non avremmo mai il coraggio di fare nella realtà. Recitiamo una parte: la parte di un criminale, di un dio vendicativo, di un lottatore, di un pazzo e così via. Altre volte, inoltre, la violenza è subita, come in Dead Space e le brutali morti di Isaac.

Striscia videogiochi

Il succo del discorso si può racchiudere in questa frase del buon Quantic Tarantino “Per me la violenza è un soggetto del tutto estetico. Dire che non ti piace la violenza al cinema è come dire che al cinema non ti piacciono le scene di ballo”.

Semplice no? Questione di gusti. La violenza può piacere oppure no. La violenza può essere bella perché esagerata, irrealistica, divertente e io dico che può anche essere utile per aumentare il coinvolgimento. Esempio: avete presente quei film dove, ch’esso, un tizio taglia la gola di un altro con una spada e non si vede uno schizzo di sangue? Come faccio a prenderlo sul serio? Robe di sto tipo spezzano l’illusione e mi disconnettono dalla visione. A me piace lo splatter, anche gratuito, quindi robe come la scena della tortura di GTA V (che non ho ancora capito perché abbia fatto così senso ad alcuni; se non se ne fosse parlato tanto non me ne sarei manco accorto) o cose ben più pesanti come A Serbian Film mi vanno bene. Mi piace vedere fino a dove ci si può spingere per trovare un modo divertente, folle o incredibilmente macabro di uccidere una persona. Anche per quello ci vuole creatività, giusto? Poi, ok, se avessi un figlio piccolo di certo non lo farei giocare a roba violenta. Per quelli avrà sempre tempo quando sarà grande, ma questo è un altro discorso…

quentin tarantino

Gino! Ora stacco la spina. Quella roba ti distrugge il cervello e ti rende violento, sei in punizione. E vieni qui che ti tiro qualche sberla sul culo!” Mamma Media che becca il figlio davanti a un gioco violento.

Articolo approvato da NESSUNO

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