Intervista ad un anonimo drogato di videogame

Salve a tutti. Quest’oggi è un giorno importantissimo per il mondo, l’umanità, l’universo e il buco dell’ozono. Lo è perché ho qui con me un’intervista capace di fare luce su un problema che sta attanagliando le nuove generazioni. Se non vi sono bastate le mie prove inconfutabili sugli effetti malevoli del videogioco, forse vi basterà leggere questa mia intervista ad un anonimo drogato di videogame. Non indugiamo oltre: ecco l’intervista completa e senza censure.

Attenzione: si sconsiglia la lettura ai soggetti facilmente impressionabili. Attenti a Quei Gamer non si assume alcuna responsabilità per traumi, sinistri stradali, aborti spontanei, overdose di trash o qualsiasi altra conseguenza nata dalla lettura di… qualunque cosa sia questa cosa.

SPOILER: non fa ridere

Troll: Ben trovato, può dirci il suo nome?

Anonimo drogato di videogame (da ora in poi abbreviato con la sigla registrata ADV): No

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Troll: Come mai?

ADV: Non me lo ricordo

Una vecchietta di passaggio interrompe questo loop esclamando: “Che drogato di videogame!1!!1!!”

ADV: Sì, per questo non ricordo

Troll: Cosa non ricorda esattamente?

ADV: Non saprei

Troll: Capisco. Dunque, lei ci ha contattato spontaneamente per sottoporsi a questa intervista, volta a far luce sulle conseguenze di un uso eccessivo di videogiochi. Cosa può dirci a riguardo?

ADV: È così

Troll: È così cosa?

ADV: Scusi, ho il cervello un po’ spappolato

Troll: Capisco. E come si è procurato questo… spappolamento?

ADV: Giocando

Troll: Giocando a cosa?

ADV: “mugola gemendo e piagnucolando

Troll: Stia tranquillo. È al sicuro. Ci dica, con calma e parole sue, come tutto è iniziato

ADV: Ok. La mia storia inizia come tante altre. Non sono mai stato un grande amante dei videogiochi, ho sempre preferito le uscite con gli amici in disco, farmi le ragazze durante lo sballo, qualche canna ogni tanto ma poi è successo qualcosa che ha stravolto la mia vita. Una sera stavo in discoteca con dei compari. Ci stavamo annoiando e allora ad un certo punto uno ha tirato fuori il suo smartfon e mi ha fatto vedere un gioco. Mi ha detto: provalo, dai provalo. Solo una partita. Io stavo un po’ diffidente, ma mi son detto che una partita non m’avrebbe fatto nulla di malevolo. Allora l’ho provato. Ho fatto una partita, ma non riuscivo più a staccarmi. Il mio amico allora mi ha scaricato il gioco sul mio cellulare e dopo me ne sono tornato a casa.

Troll: A che gioco facciamo riferimento?

ADV: Candy… Candy Trash

Troll: Candy Crush Sega!

ADV: E io che ho detto?

Troll: …

ADV: La mattina mi son svegliato e ho acceso il telefonino.

Troll: Nino?

ADV: Nino.

Troll: Ok

ADV: Ho visto che c’era il gioco installato e allora ho deciso di fare una partita. Da lì è stata una spirale infinita. Ho iniziato a volerne sempre di più. Mattina, mattinata, pomeriggio, sera, notte. Dalle brevi partite ho iniziato a giocare ore e ore al giorno, anche sul posto di lavoro. Giocavo 25 ore su 24, 8 giorni su 7 in tutti i posti e le posizioni possibili e impossibili. Questo ha comportato il mio licenziamento, la perdita di amici, della ragazza e anche qualche perdita di urina… Poi ho iniziato a volere qualcosa di più. Candy Crush non mi bastava. Ho iniziato a scaricare illegalmente giochi sul PC, RPG, MMO e indie così brutti e talmente sconosciuti che gli sviluppatori che devono inventarli non sono ancora nati

Troll: È stato nel futuro?

ADV: Può darsi, non ricordo che gioco fosse

Troll: Cosa vuoi dire ai ragazzi e alle ragazze che ci seguono?

ADV: Non giocate. Se qualcuno vi offre una partita, non fatelo

Troll: Come sta ora?

L’ADV non risponde, è troppo impegnato a giocare qualcosa sul suo apparecchio mobile.

Troll: Diceva che ha avuto anche allucinazioni. È corretto?

ADV: Sì

Troll: E cosa vede?

ADV: Io…

Troll: Tu…

ADV: Vedo personaggi dei giochi in giro, in mezzo alla folla, sento ogni effetto sonoro dei videogiochi anche nel silenzio più totale, vedo bug e glitch nel mondo reale, quando guido mi viene voglia di investire laggente, se vedo un palazzo con degli appigli ho l’impulso di scalarlo e non posso calpestare la riga delle mattonelle. Niente è reale, siamo costantemente nel Matrix. Cose così

Troll: Ehi, ma anch’io ho questi sintomi

L’ADV si guarda allo specchio.

Lui e il Troll sono la stessa persona.

Diagnosi: auto-trolling, il trolling di livello superiore. Disturbo di personalità multipla causato da continue sessioni ai videogame. Troppi personaggi si sono sovrapposti alla personalità del soggetto. Nota: un giorno il paziente si comportava come una capra, girando a quattro “zampe” per il suo quartiere belando.

Questa autointervista è stata concessa ad Attenti a Quei Gamer dal dottor Franco LoLante, attualmente al lavoro nell’istituto psichiatrico di Staminca.

Giocate responsabilmente

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