I videogiochi sono arte? A lezione di filosofia con Joker

Attenti a Quei Gamer vi regala una lezione gratuita di filosofia con Joker, il Gatto senza Padrone. Oggi si parla di videogiochi e arte.

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Come di mia consuetudine, l’altro giorno, alle cinque del pomeriggio stavo delicatamente sorseggiando un bicchiere di rinomato latte ricavato dalle migliori mucche italiane, quando l’improvviso incresparsi del liquido nel vetro ha portato alla mia mente un dubbio amletico: i videogiochi sono arte? Orbene, così su quattro zampe non potrei che rispondere con un secco “Miaooo!” (che per i babbani come voi significa “sì”), eppure l’ipnotico e danzante movimento di quel bellissimo, sublime e buonissimo latte ha trasportato la mia mente in un vortice di dubbi ed eterna malinconia. È un po’ come quando ti trovi dinnanzi a una lavatrice al cui interno volteggia un seducente gomitolo di lana senza poter fare nulla per acciuffarlo tra le zampe. Per schiarirmi le idee ho deciso di fare una passeggiata all’aria aperta. All’improvviso, immerso com’ero nei miei turbolenti e turbati pensieri, ho sentito come un nodo di pelo allo stomaco. Poi mi sono accorto che uno stupido umano mi cingeva l’addome con le mani, sollevandomi da terra. Per nulla scoraggiato ho iniziato ad affilare elegantemente i miei uncini utilizzando i canini (niente battute, grazie). Ero pronto a sferrare il mio attacco, quando d’un tratto… “Mewo!”. Eureka!

Qualche minuto prima… (pensieri sparsi)

Si dice che l’arte sia “qualsiasi forma di attività dell’uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva”. I videogiochi sono indubbiamente attività dell’uomo ed esaltazione del suo talento e capacità espressiva. La questione non può però essere liquidata in così pochi termini. L’arte può racchiudere a sé tantissimi significati. Come si legge nel vocabolario Treccani (che a quanto ne so non è imparentato con il DJ di Fallout 3), il semplice termine arte può essere definitivo in ben quattordici modi diversi, i quali potrebbero andare a includere ogni qualsivoglia attività umana (e anche animale, il mio pelo è lavato a regola d’arte e poi non nascondo di considerarmi un vero artista, basta leggere questo articolo per capire le mie notevoli doti). In un certo senso potremmo quindi asserire che tutto ciò che l’uomo e i gatti fanno è arte. Qualsiasi mestiere o attività si potrebbe considerare arte. Tutto tutto, niente niente: se tutto è arte allora cosa non lo è? E se tutto lo è allora niente lo è!

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L’ottava meraviglia… ah no

Agli uomini piace il numero sette. Questo l’ho capito sin da quando sorseggiavo il prelibato latte di mia mamma gatta (pace all’anima sua). Ci sono i sette peccati capitali, le sette meraviglie del mondo, le sette note musicali, i sette nani, addirittura Wikipedia ci ricorda che c’è un gioco di Mario Kart che si chiama Mario Kart 7, geniale! E ovviamente ci sono le sette arti. Ad un certo punto, però, gli uomini si sono accorti di aver fatto una cazzata (perdonate il francesismo) e hanno iniziato ad aggiungere a casaccio un numero qua e là. Ecco così che ogni tanto salta fuori l’ottava meraviglia del mondo, l’ottavo vizio capitale e l’ottava arte, che sono appunto i nostri amati videogiochi (qualcuno mi ha pure detto di aver avvistato l’ottavo nano, conosciuto come lo gnomo armato di ascia).

Arte bella, arte brutta?

Se il cinema si è meritato il titolo di settima arte, perché i videogiochi non potrebbero essere l’ottava? Un ragionamento che non fa una piega e poi esistono già musei ed esposizioni dedicati ai videogame, tuttavia ci sono ancora un sacco di miscredenti là fuori. Ma se dicevamo che tutto può essere considerato arte allora cos’è davvero l’arte? C’è forse arte bella e arte brutta? Voglio dire: i miei escrementi di croccantini potranno mai essere considerati un capolavoro? Troverò mai un museo in cui guardare le mie feci in un’imponente teca di vetro? Se gli uomini sono arrivati a considerare della loro merda (scusate ancora per il francesismo) arte, perché noi gatti non possiamo fare lo stesso? Quella merda piccante e speziata che ci spacciano per nutrimento (cit.), tutti quei film di merda che ci presentano come capolavori o quei videogiochi di merda osannati dalla stampa, tutte le commercialate, tutto questo schifo di pianeta e la merda ambulante che lo abita dovrei forse considerarlo arte? Miaoooorrr!

Perbacco, ho affondato troppo a fondo le unghie e ora mi sembra di parlare come quell’idiota di Fatum. Il fatto è che probabilmente sì, dovrei farlo, non parlare come Fatum, ma considerare quella roba arte. Perché forse l’arte non deve necessariamente essere bella. È dunque questo il nostro errore? Considerare giochi profondi arte e giochi miseri non arte? Un giorno ho sentito il bimbominkia esclamare che anche i cinepanettoni sono arte… mah(o), con tutti quei canditi, forse è meglio un cinepandoro. Sta di fatto che gli avrei strappato la faccia con le unghie se non fossi stato troppo impegnato a leccarmi il deretano, ma se avesse ragione? Forse anche l’ignoranza è un’arte? Essere o non essere, questo è il dilemma…

Joker ha un attacco d'arte dopo aver visto una puntata di art attack
Joker ha un attacco d’arte dopo aver visto una puntata di art attack

Cos’è l’arte?

Ero pronto a sferrare il mio attacco, quando d’un tratto… “Mewo!”. Eureka! L’ho sentito. Dentro di me. Il latte appena ingurgitato sobbalzava nella mia pancia, il tempo sembrò fermarsi e io ero come sospeso a mezz’aria. Le sue mani mi sollevarono con precisione chirurgica e fu allora che lo vidi, come non mi era mai capitato prima. I miei occhi erano proprio davanti ai suoi, alla stessa identica altezza, e per un attimo capii come vedono gli umani: dall’alto al basso. Forse fu il latte rimasto sullo stomaco, come dite voi, ma le mie soste sui rami e le scorribande tra i tetti non hanno mai avuto quel sapore. Sanno di avventura, speranza e libertà, non certo di superbia (e poi dicono che i gatti non hanno sentimenti e sono arroganti, siamo solo orgogliosi, nel senso positivo del termine, mewo). E quello stupido umano si è beccato un bel graffietto.

Or dunque signor felino: cos’è l’arte? Embè, lo devo ammettere: io non lo so. Pretendere di sapere qualcosa al di là della mia comprensione? No, no. In fondo, sono solo un vecchio gatto. Capirete che non stiamo parlando di un quesito banale della serie “è nato prima l’uovo o la gallina?”, perché la scienza è un’arte, ma l’arte non è una scienza. L’arte muta, cambia forma nel tempo, esiste, non esiste, è un’essenza impalpabile, è emozione e parafrasando il buon presidente John Henry Eden: “l’arte sei tu! L’arte è tua sorella, tua zia, la tua amica, la tua vicina. E beh, sì, l’arte sono io”. Come diceva il compianto Osvaldo Paniccia, “l’arte è una cosa seria, molto seria, non si può prendere sottogamba. L’arte prima si pensa e poi si fa”. L’arte è tutto ciò che gli uomini chiamano arte. Tutto tutto, niente niente? Ma allora cos’è davvero? Forse la risposta non è così importante, perché sarà solo fino a quando l’uomo continuerà a chiedersi cos’è l’arte che continuerà anche a crearla.

Un ringraziamento speciale al presidente John Henry Eden e Osvaldo Paniccia per aver reso questo articolo arte.

Questo articolo è stato approvato da NESSUNO.

NESSUNO

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