Ho giocato Resident Evil VII e…

Ebbene sì, finalmente anch’io ho giocato Resident Evil VII e… avrei voluto farlo con il PlayStation VR sulla testa. Purtroppo dovrò rimandare questo appuntamento a data da destinarsi. Nel frattempo mi sono dovuto accontentare dell’esperienza “standard”. E che dire, dunque, di questo Resident Evil VII?

Un passo indietro

Prima di rispondere a questa domanda voglio fare un piccolo passo indietro e dire due brevi cose sulla serie di Resident Evil. Primo: non sono un grande fan, il mio primo Resident Evil è stato il quarto, a mio avviso un titolo stupendo. Secondo: ho giocato tutti gli episodi principali; in quanto a spin-off, ho apprezzato molto Revelations (decisamente meno Revelations 2). Terzo: oh, a me Resident Evil 6 non ha fatto cagare. Ok, dite tutto quello che volete “Non è RE”, “È trash”, “Il peggior gioco di sempre”, ma personalmente a suo tempo mi intrattenne discretamente bene e non mi pentii dell’acquisto. Ma di Resident Evil 6 chi se ne frega, giusto? Parliamo di sto Resident Evil VII.

È RE o non è RE? Questo è il dilemma… o anche no

Con Resident Evil VII si continua a discutere di identità: “È RE!”,Non è RE” o “È RE o non è RE?”. La mia opinione a riguardo è maleducatamente sintetica: fregacazzi. E scusate la schiettezza, ma visto l’andazzo della saga nel corso degli anni (tra spin-off e non) ormai non si capisce più un cazzo di cosa sia o non sia Resident Evil. Forse non si è mai capito. Quindi, anche dopo aver giocato a fondo questo settimo capitolo, io non saprei dire con certezza se si tratti di un vero Resident Evil oppure no. A me non interessa, ma capisco che per i fan accaniti l’argomento sia di quelli importanti. Quello che penso io è che Resident Evil VII potrebbe essere un nuovo, grande inizio per la serie. Anche se la strada per raggiungere l’eccellenza è ancora lunga.

Casa Baker non è poi così male

Non sono d’accordo, infatti, con la maggior parte dei giudizi entusiastici con cui la stampa ha accolto il titolo. Al di là dei voti (in Italia mi pare siano stati tutti sul 9,0), proprio nel testo delle recensioni mi è sembrato se ne parlasse fin troppo bene. Come sempre, la mia è un’opinione opinabile, chiaro. Tuttavia il gioco non mi è parso così eccezionale, anche se concordo sul premiare la scelta di Capcom. Insomma: meglio un horror come si deve che un altro sparatutto trash.

Io ho un problema

Più che altro in Resident Evil VII non c’è nulla che mi abbia colpito. Sa tutto di già visto, pescando un po’ di qua, un po’ di là nell’horror. Per carità, quasi tutto bello, però… Però c’è un altro però che non mi ha fatto apprezzare totalmente Resident Evil VII. Sì, è un bel gioco, bella atmosfera, buon ritmo, storia che si lascia piacevolmente seguire, grafica neanche male… ma non fa paura. Non azzannatemi; lo so, è un mio problema. È un problema che, più o meno, ho con tutti gli horror. Non lo dico tanto per fare il figo tipo “Avete visto? Io non ho paura di niente. Non sono mica Gino”. Con Resident Evil VII mi sono preso tipo due “spaventi” blandissimi (i cosiddetti jump-scare; e uno perché ero sovrappensiero, pensavo a fatti miei invece che a quello che succedeva nel gioco). In alcune fasi mi sono pure un po’ annoiato. Un altro esempio? Con Project Zero II (considerato da molti uno dei videogiochi più spaventosi) ho sbadigliato dall’inizio alla fine, con il bellissimo Alien: Isolation il livello d’ansia da uno è sceso dopo poco a zero. Qui ovviamente siamo in un campo estremamente soggettivo. Un altro esempio pratico: magari c’è chi si caga in mano con Project Zero e poi ride giocando a Outlast. Ecco, io con Outlast ho avvertito in diverse occasioni un bel po’ di tensione, non balzi sulla sedia, ma proprio tensione, che è la cosa migliore che un horror possa fare. Stessa cosa con P.T., anche quello è riuscito a restituirmi una certa sensazione di disagio. Niente per cui strapparsi i capelli, ma sono le uniche due eccezioni… almeno per ora.

Incontri ravvicinati del terzo tipo

E preciso che i giochi horror me li gusto rigorosamente da solo, al buio e con un generoso volume dell’impianto home cinema. E questo è uno dei motivi per cui voglio assolutamente provare l’esperienza in realtà virtuale. Perché penso che con un visore in testa magari anch’io rischierò di cagarmi letteralmente addosso.

Sette non è il numero perfetto

Comunque spero che Capcom continui su questa via, migliorando le basi gettate con Resident Evil VII. Quello che vorrei dall’ottavo capitolo è una longevità maggiore (cioè, senza volerlo ho fatto la speedrun – finire in meno di quattro ore – nella giocata per raccogliere tutti i collezionabili…), molta più varietà di nemici (quelli del sette sono piuttosto deludenti, pochissimi, poco originali e ancor meno spaventosi), momenti più disturbanti e ansiogeni e location un po’ più ampie e complesse. E magari evitiamo di far scemare il gioco nelle battute finali con sezioni poco ispirate e una boss fight insoddisfacente. Se poi ci aggiungiamo anche una trama non dico eccellente, ma almeno quasi ottima, sarebbe il top. Per ora, però, va bene anche così.

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