Gears 5: il grande ritorno della serie?

Nonostante tutto, Gears of War è probabilmente la serie targata Xbox che preferisco di più, anche se al momento non è che me ne vengono in mente molte altre. Il merito è tutto di Gears of War 2, titolo che non smetterò mai di elogiare. Anche Gears of War 4 mi era piaciuto abbastanza e devo dire che un po’ di aspettative per questo Gears 5 le avevo. Insomma: se ne è parlato come un ritorno in grande stile. È davvero così?

I nuovi Gears

La storia continua

Gears 5 riprende dopo il finale da denuncia di Gears of War 4. In molti parlavano di una narrativa più profonda e curata, ma devo ammettere che io non ho visto significativi passi in avanti rispetto al passato. Forse qualche passo c’è anche stato, per carità, ma nel complesso mi sembra che la trama, i dialoghi e così via siano lì, dove è sempre stata la serie. Il personaggio di Kait, che dall’Atto II diventa protagonista assoluta, mi piace e lo trovo interessante. Forse anche le dinamiche tra i personaggi hanno uno sprint in più. Quindi sì, alla fine la storia è la solita roba di guerra alla Gears, ma si lascia seguire con maggior trasporto ed entra più nel vivo rispetto al quarto capitolo.

E Gears 5 secondo me parte benissimo. Ok, è vero: già dall’intro sembra di trovarsi di fronte a un’opera più curata e imponente, ma è solo una sensazione che mano a mano che si va avanti sparisce. Il primo atto scivola via nei panni di J.D. regalando la classica azione alla Gears of War. Spam! Boom! Sparapum! Si ammazzano tutti a suon di Lancer e ci piace così. Tuttavia, l’impressione è che gli sviluppatori abbiano dato uno sguardo alle opere di Naughty Dog introducendo qualche sezione più calma e riflessiva, più “esplorativa” e narrativa del solito. Forse è per questo che si può parlare di una narrazione leggermente più curata. Anche le ambientazioni mi sono sembrate più dettagliate e, di sicuro, più varie. Comunque, dall’Atto II le cose cambiano un po’ e Gears 5 diventa un gioco più libero, con tanto di qualche missione secondaria. Nulla di che, sia ben chiaro, ma questa impostazione “aperta” (esplorando con un coso che si chiama skiff) è una bella ventata di aria fresca rispetto alla solita minestra, anche per le ambientazioni insolite per la serie. Nella sostanza, però, non è che la formula cambi tantissimo.

Kait è la nuova, meritata, protagonista

Il ritmo secondo me si mantiene ottimo per i primi due atti, ma qualcosa non mi ha convinto giunti al terzo. Sarà che la location desertica mi ha preso decisamente meno di quella ghiacciata, sarà che la trama perde un po’ di smalto e si fa meno interessante, ma dall’Atto III in poi Gears 5 ha iniziato a coinvolgermi di meno. L’unico punto in cui il gioco è riuscito a riconquistarmi è stato al momento della scelta, ormai alla fine del gioco. Una fottutissima scelta che il giocatore è tenuto a fare. Davvero una bastardata, diciamocelo. Quel momento, quel pezzo, l’ho trovato abbastanza toccante, qualunque sia la decisione presa.

Del gameplay vale la pena solo citare le nuove abilità a disposizione, grazie al robot che ci accompagna nell’avventura. Donano un po’ di spessore e rendono gli scontri un po’ più interessanti. Insomma: ci sono delle aggiunte molto gradite. In generale, poi, gli sviluppatori sono stati bravi nel provare a rendere i combattimenti sempre stimolanti. Per fare un esempio: nella zona ghiacciata ci sono dei punti in cui è possibile sparare allo strato di ghiaccio sotto i nemici per farli affogare. E non parliamo delle tempeste. Piccole cose che rendono tutto più divertente e vivo. Purtroppo i momenti pesanti non mancano. Alcune parti dell’Atto III e quasi tutto l’Atto IV. L’ultimo atto, infatti, è abbastanza peso, nel senso che è un continuo spara-spara abbastanza standard che, per assurdo, può portare a noia, quasi a sfiancare. Spettacolare in alcuni punti, sì, ma peso. Carino il boss finale e meglio questo epilogo (si può chiamare così?) che quello di Gears of War 4, ma è ovvio che anche questo è praticamente tagliato di netto con un’accetta. Si aspetta la prossima puntata o stagione…

Cosa mi è mancato

Personaggi e storia tutto sommato apprezzabili, soprattutto nella prima metà (poi si perde un po’), buon gameplay con qualche novità e buona grafica (ma niente che faccia dire “wow”e in alcuni filmati i dialoghi hanno problemi di sincrono, male, male, male!)… cosa mi è mancato allora?

  • Boss: non mi hanno soddisfatto, soprattutto perché sono troppo pochi (due/tre). Quello con Matriarca non è neanche malvagio, ha delle buone idee ed è anche abbastanza impegnativo (ti ammazza con un colpo anche a Normale). In effetti la difficoltà ha alcuni picchi anche a difficoltà Intermedia. Non da perderci i capelli, ma bisogna comunque stare attenti.
  • Spettacolarità/epicità: in generale a mancarmi di più è stata quella sensazione di epicità che mi regalò Gears of War 2. E non ci sono set piece alla Uncharted, nessuna sequenza particolarmente galvanizzante che mi abbia fatto pensare “Ho voglia di rigiocarla/rivederla”. Non è che non manchi qualche scena spettacolare, ma sono pochissime, brevi e nessuna a mio avviso davvero incisiva; un altro problema è che diverse scene spettacolari sono relegate ai filmati, sarebbe stato bello poterne giocare alcune. Su questo punto mi aspettavo decisamente di più.
  • Sto ancora aspettando la super battaglia con centinaia di alleati e nemici su schermo.
Marcus c’è sempre eh

Non ho una risposta precisa alla domanda nel titolo dell’articolo. Quello che posso dire è che Gears 5 è un buon (ottimo?) Gears of War, ma per me non raggiunge l’apice del secondo capitolo, che resta ancora l’insuperato. È meglio del quarto, ma non è un passo in avanti così netto a mio parere. Direi che quindi si può posizionare al secondo posto della mia classifica dei Gears of War. Non male, non male davvero. Tecnicamente e narrativamente manca la cura di altre opere come quelle di Naughty Dog (ci sono alcune cadute molto fastidiose, per citarne una: personaggi che compaiono letteralmente dal nulla), ma nel complesso è stata una bella esperienza. La nota più dolente per me è stata la mancanza di epicità/spettacolarità su cui mi aspettavo molto di più e quella sensazione di pesantezza che ho iniziato ad avvertire superata la metà dell’avventura, forse inevitabile giunti ormai alla sesta uscita di una serie. In ogni caso, bravi i ragazzi di The Coalition. Ora aspettiamo Gears 6. Ah, comunque il titolo Gears senza of War è molto più figo…

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