E3 2018: con The Last of Us Part II e Death Stranding Sony vince anche quest’anno

Per chi segue l’E3 da casa l’appuntamento con la fiera di Los Angeles è praticamente finito. L’evento, in realtà, è appena iniziato alla città degli angeli, ma di questo a noi importa poco. Ciò che conta sono le conferenze e anche per il 2018 su questo fronte i giochi sono fatti. Quest’anno ho seguito le conferenze Ubisoft, Sony e Nintendo, mentre mi sono aggiornato un po’ così così sulle restanti. Nel complesso mi è parso un E3 nella norma, povero di sorprese. Ormai è così, tocca mettersi il cuore in pace e abbassare le aspettative. Un E3 fiacco è la norma. Tuttavia voglio essere meno cattivo dell’anno scorso, si tratta sempre di uno dei migliori periodi dell’anno per gli appassionati. Per me l’atmosfera che si respira in questo momento è sempre fantastica, a prescindere che l’E3 faccia schifo o meno.

 E Sony vince tutto anche quest’anno

Non mi soffermerò conferenza per conferenza, dato che alcune (cioè tutte) non le ho nemmeno viste in differita. Tanti complimenti, però, a quei folli di Devolver Digital, amo quegli schizzati! Vale sempre la pena dare un’occhiata alle cazzate che fanno (trovate la loro conferenza qui sotto). Microsoft, tra i soliti Halo e Gears of War, sinceramente non mi interessa poi molto, EA avrà fatto schifo al cazzo come sempre, Bethesda mi ha deluso con Fallout 76, che essendo incentrato sull’online non fa per me, e di The Elder Scrolls VI frega niente, mentre Square Enix potrebbe quasi sparire che mi importerebbe poco, idem il PC Gaming Show. Non avendo nulla da fare mi sono ritrovato a vedere Ubisoft, che non mi ha fatto addormentare, ma non mi ha neanche esaltato, anzi. Evitabile senza problemi. Ho deciso di seguire anche il Direct di Nintendo perché speravo in qualche bombetta, ma cristo santo che merda, forse la peggior conferenza. Penosa, praticamente tutta su quella cagata (parere soggettivo eh) del “nuovo” Super Smash Bros., che palle!!! Arriviamo quindi alle cose serie, ovvero Sony (già, malgrado nel 2017 fossi pure rimasto deluso perché mi aspettavo troppo, adesso sono diventato un pro Sony in tutto e per tutto, finendo persino a spalare merda sulla cara e amata Nintendo). Come ormai tradizione, non posso perdermi assolutamente la conferenza PlayStation: aspettare le tre del mattino per vederla è ogni anno un piacere, chissene del risultato vero e proprio.

La conferenza in sé, infatti, non è stata un granché, per gestione e ritmo. Parlando dei giochi il discorso cambia, anche se onestamente mi aspettavo almeno una o due sorprese, invece da quel punto di vista praticamente il nulla cosmico. Va bene che avevano detto che si sarebbero concentrati sui loro quattro titoli di punta, ma una bomba, un annuncio di una nuova IP di un certo peso l’avrei gradito. Pazienza. Niente delusione quest’anno. Meglio farci l’abitudine…

Tra The Last of Us: Part II e Death Stranding

Allora Sony è partita subito alla grande con The Last of Us: Part II, di cui avevo già parlato in passato. Bello, bellissimo, ok, però ricordiamoci di quando avevano mostrato il gameplay di The Last of Us, avete presente la sezione nell’hotel? Tutto confezionato per una grande presentazione, ma poi pad alla mano il gioco si è dimostrato un po’ diverso. L’impressione è che con questa Part II abbiano spinto ancora di più in quella direzione. La sezione di gameplay fatta vedere sembrava una roba inscenata e calcolata al millesimo. Diciamolo, non è una novità e forse ormai dovremmo aspettarcelo, anche se sarebbe bello sapere di avere qualcosa di genuino da “giudicare”. Io sinceramente non credo che il gioco effettivo sarà proprio così (dichiarazioni degli sviluppatori che dicono il contrario comprese), sarei felicissimo di sbagliarmi chiaramente. Comunque su una cosa che temevo mi sono parzialmente rincuorato, ovvero sull’approccio fisico dei combattimenti. Ellie non è Joel, eppure sembra che gli scontri corpo a corpo non abbiano appunto perso quella fisicità e pesantezza e violenza che tanto avevo amato in The Last of Us. Di sicuro Joel era più credibile nella parte, vedremo come sarà il titolo completo, anche per quel che riguarda i personaggi da utilizzare.

Ghost of Tsushima non è proprio nelle mie corde, ma visto che dietro c’è Sucker Punch penso che potrei dargli una possibilità. Non sembra neanche malvagio, in verità, anche se (da quel che ho percepito io almeno) sembra lontano dal dimostrarsi imprescindibile. Se fosse solo un buon gioco sarebbe già una gran cosa. È da vedere. Lo tengo d’occhio. Passando a Spiderman, non è un titolo che mi interessa, pare carino e divertente e, più che con l’E3 2018, con qualche video pubblicato tempo addietro mi aveva quasi fatto venire voglia di metterci le mani sopra, però no, al 95% non lo comprerò mai. Si chiude con Death Stranding che non si capisce se è un film, un gioco o un walking simulator. Trattandosi di Kojima è tutto nella norma. In pratica non si è capito un cazzo come sempre. Io non sono fan di Hideo, né di Metal Gear, ma di Death Stranding voglio sapere di più. I nomi coinvolti sono importanti e l’esperienza potrebbe rivelarsi davvero unica e interessante. Esatto, direi che interessante è la parola giusta.

Alla fine (o all’inizio?) della fiera attendo tantissimo The Last of Us: Part II, peccato non sia stato rivelato nemmeno un periodo di lancio, e seguo con molto interesse Death Stranding. Anche il nuovo lavoro di Sucker Punch merita un po’ di attenzione. Sempre curioso, inoltre, per Days Gone. Anche quest’anno, quindi, a parer mio Sony ha vinto l’E3. Non che abbia fatto molto in realtà, ma in fondo bastava un The Last of Us 2 e un Death Stranding per portare a casa il risultato. Voi che dite?

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