Detroit: Become Human, emozioni di plastica?

Introduzione breve: i giochi di David Cage mi sono sempre piaciuti. È una formula che non mi stufa. Non potevo farmi scappare Detroit: Become Human. L’ho giocato e platinato, trovando certi trofei davvero tediosi (alcuni costringono a ripetere praticamente tutta la storia e il bello, cioè il brutto, è che paradossalmente molto spesso mi sono ritrovato a dover rifare sempre le stesse scelte nelle stesse scene rendendo le run per i trofei ancora più scassaminchia; per fortuna non dura tanto, siamo sulle sette-otto ore di media). Scadrà anche nel trash involontario, ma Fahrenheit a suo tempo lo adorai, stessa cosa per Heavy Rain, giudizio diverso per Beyond: Due Anime. E sto Detroit? Spoiler: mi è piaciuto, ma…

Un simpatico personaggio che ci fa compagnia nel menù principale… e fa anche domande interessanti! Bella pensata!

Plot hole ne abbiamo? 

OCCHIO: CONTIENE ALCUNI SPOILER SULLA TRAMA

Se c’è una cosa su cui David Cage è sempre andato alla grande sono le sceneggiature piene di buchi. Scherzo. Penso sia fin troppo preso in giro da alcuni internauti (vero Troll?). Diciamo che si è guadagnato questa fama con Heavy Rain, che effettivamente presenta degli scivoloni narrativi mica male. Però titoli come Fahrenheit o Heavy Rain (per quanto anche quest’ultimo sia tutt’altro che originale), decisamente meno Beyond che oltretutto scadeva in un finale banalissimo, avevano quel tocco in più di Detroit: Become Human a livello di pura narrativa. Heavy Rain sarà anche “pieno” di buchi, ma al tempo seppe coinvolgermi ed emozionarmi. Detroit viaggia sul sicuro: argomento trito e ritrito, trama senza colpi di scena (l’unico è a una certa intuibile grazie ad alcuni indizi), personaggi abbastanza stereotipati (quelli secondari soprattutto). Dialoghi nella norma, con qualche tentennamento. Tutto funziona per carità e almeno io non ho notato plot hole o grandi cadute di stile, quasi tutto può trovare una soluzione o giustificazione, tuttavia manca qualcosa. Sa di già visto. Troppo intendo. Detroit non racconta una brutta storia, ma è una storia che abbiamo già sentito milioni di volte. Quello che mi preoccupava del gioco sin dall’annuncio, infatti, era il tema degli androidi che iniziano a sviluppare una coscienza. La banalità fatta gioco o film. Cosa si può dire di nuovo a riguardo? Secondo me niente. Detroit ne è l’ennesima prova. Cage ha fatto anche un bel lavoro, ci ha messo un po’ tutto quello che ci vuole e alcune scene restano impresse (per dire: la marcia degli androidi è uno uno dei momenti più belli ed emozionanti secondo me, così come il campo di smaltimento). Insomma, sì, niente di nuovo, ma nel complesso ben fatto, grazie anche alle diramazioni che consentono una certa varietà e drammaticità. Le battute finali, inoltre, regalano bei momenti, chiudendo con calma e degnamente le vicende di tutti i protagonisti.

Connor mi è troppo simpa!

Diciamo che ho apprezzato particolarmente il personaggio di Connor, seguito da Markus e solo alla fine Kara. La storyline di quest’ultima è quella più debole, a mio parere. Cage lì si è lasciato andare con le sue solite robe, cercando di buttare emozioni a più non posso. Alcuni passaggi li ho trovati troppo “sdolcinati” (anche se altri funzionano bene) oppure troppo insistenti sul dramma, quel tipo di dramma che può risultare un filino patetico/forzato a tratti. È un giochino che non funziona più. Sa di finto. Tra l’altro nella storia di Kara e Alice ho avuto dei deja vu, alcune situazioni sembrano ricalcare certe di Heavy Rain (cosa voluta o no, non lo so, ma è normale quando si tratta di un autore). Fortuna che l’intera campagna di Kara e Alice può praticamente essere saltata facendo morire entrambi i personaggi all’inizio della storia. Scherzo. L’ho scritto perché volevo lodare questa scelta. E a proposito di scelte: i bivi narrativi funzionano bene, più che in passato. Direi che da questo punto di vista Detroit: Become Human è il miglior lavoro di Quantic Dream. Il diagramma alla fine di ogni capitolo è un po’ ingannevole, fa sembrare tutto più complesso di quanto non sia, ma le scelte sono tante e in grado di modificare davvero alcune parti di trama (anche sul lungo periodo), oltre ovviamente a decidere la sorte dei personaggi (primari e secondari) in più occasioni. Soprattutto verso la fine Detroit apre a un bel ventaglio di possibilità, proponendo molte variabili e diversi finali che penso siano in grado di soddisfare un po’ tutti. Cosa non scontata quanto si parla di titoli di questo tipo, spesso colpevoli di lasciare una libertà solo illusoria al giocatore. Tirando le somme: Detroit vince sul fronte “plasmare la storia” malgrado i limiti li conosciamo tutti (e non mancano i soliti capitoli a senso unico o dialoghi in cui non conta un cazzo come si risponde), ma sul fronte personaggi e storia/emozioni per me Heavy Rain è ancora il top.

Si ma si gioca?

La solita domanda a cui ormai anche i muri sanno rispondere. C’è davvero qualcosa da dire sul gameplay di Detroit? Qualcosa che non sia già stato detto per gli altri titoli dello studio? Perché siamo lì, non c’è molto da aggiungere. Sul serio: non ho nulla da dire. L’unica cosa è che dovrebbero smetterla di mettere alcuni QTE dove non servono. Compiere certe azioni alle volte risulta quasi ridicolo, del tipo “Davvero mi stai chiedendo di farlo?“. QTE messi giusto per far muovere le mani al giocatore. Un’altra cosa riguarda alcuni capitoli che “ludicamente” sono il nulla assoluto e si piegano totalmente alle esigenze cinematografiche. 

Che altro dire? La grafica è tanta roba. Veramente tra i top. Naughty Dog è ancora meglio per quel che riguarda espressioni facciali e interpretazione degli attori, ma anche qui siamo su ottimi livelli. Alcuni primi piani fanno impressione. Certo, è vero che in un titolo di questo tipo si può spingere di più su questo aspetto, ma anche sticazzi. È tra le cose più belle da vedere, stop. Buona la colonna sonora, meglio di Beyond, ma peggio di Heavy Rain e Fahrenheit per quel che mi riguarda. Buono il doppiaggio in italiano.

Emozioni di plastica? Sì e no

David Cage può essere considerato un buon sceneggiatore e regista? Chi se ne frega! Comunque, alcune soluzioni di regia non mi piacciono, ma considerando le scelte che influenzano anche l’incedere dei filmati e la regia non è sempre facile “montare” il tutto senza sbavature. Un po’ sottotono le scene di azione, eccetto quella finale che tra l’altro ha un ottimo long take (se si sceglie di combattere). In generale però ho trovato le coreografie di quasi tutte le scene action bruttine, i personaggi impacciati, non troppo convincenti diciamo. Quando sparano la situazione è di gran lunga migliore. Comunque Detroit: Become Human mi è piaciuto e forse a livello di sceneggiatura è il lavoro di Cage più solido, ma anche quello meno personale od originale (se così possiamo dire). Alla fine mi sono sentito soddisfatto, perché le ultime fasi sono state gestite molto bene secondo il mio punto di vista. Buoni/discreti i personaggi, diciamo che non sprizzano di carisma, Heavy Rain su questo resta ancora superiore (o forse la memoria gioca brutti scherzi, vai a capire). Ciò detto, penso che alle volte sia meglio rischiare e anche commettere errori, piuttosto che andare sul sicuro; che poi resta da appurare quanto sia davvero sicuro…

Bene, ma non benissimo.

REGIA: 2,5/5
STORIA: 3/5
RECITAZIONE: 3/5
COLONNA SONORA: 3/5
EMOZIONE: 3/5
SCELTE MORALI: 4/5
VOTO FINALE: 3/5

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