Come l’online a pagamento ha ucciso la mia sete di trofei… beh, quasi

Devo ammettere che quando su PlayStation 3 furono implementati i trofei la cosa mi piacque da subito. Il sistema ha impiegato poco a fare presa su di me. Se vogliamo è stupido, ma la sensazione di appagamento a ogni “tin” di un trofeo sbloccato è forte, per non parlare ovviamente del raggiungimento del platino. Momento di vero godimento (cit.). La cosa che non mi ha mai fatto piacere gli obiettivi, infatti, è che non riescono a restituirmi la soddisfazione dei trofei, è tutto troppo caotico con quel Gamerscore che sembra la raccolta punti di qualche supermercato. I punti G (uh uh) di Microsoft mi sembrano poco eleganti (sì, ora ditemi che il Gamerscore è nato prima dei trofei e bla bla bla). C’è anche da dire che per me le console Microsoft sono sempre state di seconda o terza categoria. Nel senso che solitamente la piattaforma che considero principale è quella Sony, poi arriva quella Nintendo e, infine, quella Xbox. Certo, poi dipende dai giochi e non sto mica facendo console war (io sono contro la guerra!), ma a livello di “importanza” (o tempo di utilizzo diciamo) il mio podio direi che è questo. Reputando Xbox 360 e Xbox One console quasi di “riserva” è ovvio che mi gioco tutto su Sony e i suoi trofei.

Bello di papà
Bello di papà

Platinar mi è dolce in questo mare

La mia intenzione non è comunque quella di fare un “trofei vs obiettivi”, ognuno ha i suoi gusti e chi se ne frega, però visto che siamo qui non posso che esprimere il mio apprezzamento per i trofei, a mio avviso molto più semplici e immediati. Non c’è modo di barare: il numero di platini sta a indicare quanti videogiochi si è spolpato praticamente al 100% o quasi, quindi potrò avere un punteggio giocatore più basso di altri (magari di chi ha pochissimi platini), ma potrò subito portare in alto il mio numero di platini. Con i punti G tutto finisce nella mischia senza diversificazioni, potrei avere un Gamerscore elevatissimo semplicemente per aver giocato un’infinità di titoli senza magari averne finito nemmeno uno. Quindi, il numero di platini mi restituisce una sensazione dove conta più la qualità, mentre quello degli obiettivi più la quantità.

Tutto questo era per spiegare un po’ perché mi piacciono i trofei e per evitare di fare un articolo di appena mezza pagina. Il punto, però, è che se nell’era PlayStation 3 i trofei erano per me una cosa a cui dedicare tempo e fatica, oggi non lo sono più. O meglio: sono ancora una cosa a cui dedico tempo e fatica, ma non denaro. Ma facciamo un piccolo passo indietro. Che i trofei mi piacciono si è capito, tuttavia non sono mai stato uno di quelli che ci muore dietro. Se il gioco mi piace, bene, sono contento di raggiungere il platino. Se il gioco non mi piace, ma il platino è semplice, ok, si può fare. Se il gioco non mi piace per niente (difficile visto che scelgo tutto accuratamente) oppure c’è qualche trofeo troppo, davvero troppo, tedioso allora a quel punto prendo quelli che riesco/ho voglia e fine. In linea generale, comunque, punto sempre al platino. O almeno puntavo…

Un buon obiettivo? Mmm, meglio i trofei
Un buon obiettivo? Mmm, meglio i trofei

Addio platino… è stato bello finché è durato

Al momento ho cinquantaquattro o cinquantacinque platini, quasi tutti di giochi PS3. Il motivo è che chiaramente ho molti più titoli per PS3 che per PlayStation 4, ma a fine gen penso che la situazione non sarà diversa. Come dicevo, va bene il tempo e la fatica, ma i soldi anche no. A differenza di prima, infatti, per giocare online su PS4 è obbligatorio abbonarsi al PS Plus. In pratica bisogna pagare per giocare online. Non ho intenzione di farlo. Perché? Per diverse ragioni che potrebbero essere lo spunto per un altro articolo. Sintetizzando, diciamo che considero il multiplayer un elemento accessorio, nonostante possa essere tanto divertente quanto il single player (a volte anche di più, dipende sempre dal gioco). Dove sta dunque il problema? Nel fatto che ormai quasi tutti i giochi sono provvisti di un comparto multiplayer online che ovviamente ha i suoi bei trofei dedicati.

Ecco così che l’online a pagamento ha ucciso la mia sete di trofei. Io puntavo sempre al platino, ora non posso farlo. Perché fare tanta fatica per prendere tutti i trofei sbloccabili in singolo se poi non potrò mai arrivare al platino? Come ho spiegato, la cosa che conta per me è il platino, del punteggio totale me ne frego. Ora me l’hanno strappato via. Mi hanno costretto ad accontentarmi dei giochi esclusivamente single player. Magari la situazione non è ancora tragica, visto che non ho ancora tantissimi titoli per PS4, ma è destinata a peggiorare in fretta. Perché ci saranno sempre più giochi che vorrei platinare, ma non posso. Almeno con Uncharted 4 ce l’ho fatta grazie alla prova gratuita.

trofei
R.I.P. Fatum – Cacciatore di trofei

Tristezza, rammarico, rassegnazione, ecco tutto ciò che mi resta. Perché non rendere i trofei relativi ai servizi online opzionali e non necessari per il platino? La risposta è purtroppo ovvia. Ma comunque non mi sono arreso del tutto. Quando posso continuerò a racimolare trofei e platini, quindi è una sconfitta solo a metà. Che poi il discorso non è solo legato al platino. È brutto spendere tot euro per un gioco e dover pagare ancora per usufruirne completamente, perché comunque non è che l’online mi faccia schifo. E ok, così è la vita e allora mi dispiace per me, ma Sony non avrà i miei soldi. Non oggi almeno, non oggi…

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2 pensieri su “Come l’online a pagamento ha ucciso la mia sete di trofei… beh, quasi

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