A ognuno il suo Mario… Super Mario!

A proposito de Il Narratore Pessimista
Al misterioso narratore pessimista piacciono le storie… quelle brutte. Delizia (si fa per dire) i lettori con racconti brevi ambientati nel mondo di qualche videogioco. Si convince di scrivere storie degne di riconoscimenti letterari grazie ad una cornice di drammaticità e tristezza a palate, ma in verità è solo capace di dare vita a storielle di bassa lega. Tutte le sue storie hanno una caratteristica comune: finiscono male.

ATTENZIONE: Attenti a Quei Gamer non si assume nessuna responsabilità per l’infima qualità delle storie de Il Narratore Pessimista, né per le conseguenze nate prima, durante e/o dopo la lettura di quest’ultime.

Mi chiamo Super Mario. Molti di voi mi conosceranno come uno dei personaggi più importanti dei videogiochi. Forse il più importante, modestamente. Peccato che io non mi senta affatto Super… sono solo un idraulico italiano sovrappeso che non fa altro che saltellare come un coglione da più di trent’anni. Lo ammetto: sono abbastanza stufo della mia vita. Salva la principessa, trionfa su Bowser. È sempre la solita solfa. E poi mi costringono anche a partecipare insieme a lui ai campionati di Go Kart, alle olimpiadi o a qualche party in cui non faccio che annoiarmi a morte. Ormai non ci capisco più niente: non so se Bowser sia un mio nemico o un mio amico. Credo di stare sviluppando un disturbo di personalità multiple.

It’s me, Mario!

C’è chi crede che io sia felice in questo Regno dei Funghi, colorato e vivace, e chi invece pensa che io sia solo un poveretto di mezza età perennemente strafatto di funghetti allucinogeni. La verità? Non la conosco nemmeno io. Però so che a furia di ingerire roba strana e prendere botte in testa sto perdendo sempre più il senno. Ogni giorno mi chiedo: chi sono? Un giorno sono bidimensionale, un altro fatto di carta, un altro ancora in tre dimensioni. Ancora e ancora, senza un dannato senso. Credo di stare sviluppando un disturbo di personalità multiple. Come dici? L’ho già detto? Forse non ero io.

Chi è che mi ha creato? Perché lo ha fatto? E soprattutto: chi è che mi controlla? Perché è chiaro che non ho il controllo delle mie azioni. Forse sono solo impazzito. Vorrei solo essere un onesto idraulico che si guadagna da vivere e, invece, mai e dico mai che mi mandino a fare l’idraulico! Mi tocca sempre fare il bullo con qualche Goomba o salvare quella spocchiosa di Peach. Non la sopporta neanche. Io odio le principesse! Sempre con quei vestitini e quel modo da perfettine. Che fastidio. Io sono un idraulico (o almeno vorrei) e voglio sporcarmi le mani. Fosse per me Bowser potrebbe anche tenersela quella Peach. Almeno sarebbe qualcosa di diverso dalla solita vita.

Ognuno ha il suo Mario, lo sapevi? Già, ci sono almeno quattro Mario che hanno contribuito a questo racconto rivelatore. Io sono uno di questi. A furia di sfondarmi di funghetti ho scoperto una cosa incredibile: sono un personaggio dei videogiochi e ogni giocatore ha il suo personale Mario. Quando un giocatore si interfaccia per la prima volta con un Mario, quel Mario diventerà suo per sempre. Non importa su quale piattaforma salterà o di quale gioco si tratterà. Quel Mario sarà il Mario di quel giocatore. Pazzesco, vero? Beh, dipende. So che alcuni Mario sono contenti, altri, come avrai appurato, non proprio. E io? Salvare Peach e sconfiggere Bowser è fantastico… o meglio: sarebbe fantastico. Già, perché il mio giocatore è un perfetto sfigato incapace. Non riesce mai a portarmi dalla principessa. Muoio in continuazione, per colpa sua. A volte vorrei uscire dallo schermo e saltargli in testa, ma poi mi ricordo che è solo un bambino. E quando c’è il suo amichetto, mi pare si chiami Gino, per me è come essere all’inferno. Gino mi odia. Non so perché. Non gli ho fatto niente. Eppure si divertono sempre a farmi morire nei modi peggiori: strinandomi le chiappe sulla lava, facendomi affogare o lasciandomi in balia di un gruppo di nemici che non vedono l’ora di farmi a fettine. Non c’è mai un attimo di pace. Ma la cosa peggiore sapete qual è? Quando mi mettono in pausa e si dimenticano di me. Rimango immobilizzato, a volte per giorni interi (il tempo scorre diversamente nel mio mondo). Non posso fare nulla, nemmeno grattarmi il baffo sinistro. Non posso nemmeno pensare o chiedere aiuto a qualcuno che mi sblocchi da ques

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